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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Modicainfigura (del 10/02/2009 @ 19:25:38, in Economia, linkato 132 volte)

ROMA - Il calo della produzione industriale nel corso dell'anno potrebbe incidere in maniera drastica sul pil, con un calo anche superiore al 2,5%. Lo scrive il Centro Studi di Confindustria nell'indagine rapida. "Salgono le probabilità - si legge - di una flessione del pil quest'anno superiore al 2,5%".

INDUSTRIA: CROLLA LA PRODUZIONE, -12,2% - La produzione dell'industria italiana a dicembre e' crollata del 12,2% rispetto allo stesso mese del 2007 e del 2,5% su novembre 2008. Lo comunica l'Istat, precisando che l'indice della produzione corretto per giorni lavorativi (dicembre ha avuto un giorno in piu' rispetto al dicembre 2007) ha registrato una diminuzione tendenziale del 14,3%, il calo piu' ampio da gennaio 1991.

Quella di dicembre è la quarta forte caduta consecutiva mensile della produzione industriale, precisano i tecnici dell'Istat evidenziando che nel quarto trimestre la produzione ha registrato una flessione del 7,5%, il calo trimestrale più ampio dall'inizio delle serie storiche, cioé nel 1990. A dicembre i giorni lavorativi sono stati 20, contro i 19 dello stesso mese 2007. L'indice della produzione industriale corretto per giorni lavorativi ha segnato a dicembre variazioni negative per tutti i raggruppamenti principali di industrie rispetto al dicembre dello scorso anno: per i beni intermedi il calo è stato del 20,4%, per i beni strumentali la flessione è stata del 18%, per l'energia del 9,8% e per i beni di consumo del 7,1% (di cui -13,2% per i beni durevoli e -5,5% per quelli non durevoli). Rispetto al precedente mese di novembre le diminuzioni sono state del 5,1% per i beni strumentali, del 3,3% per quelli intermedi, del 2,2% per quelli di consumo (-2,3% per i beni non durevoli e -1,9% per quelli durevoli). L'energia ha registrato invece una stabilizzazione (-0,2%), dopo mesi di "forte caduta", evidenziano i tecnici dell'Istat. A livello di settori di attività economica, l'indice della produzione industriale corretto per giorni lavorativi, ha segnato a dicembre le variazioni tendenziali negative più marcate nei settori dei mezzi di trasporto (-31,5%), della lavorazione di minerali non metalliferi (-25,3%), della gomma e materie plastiche (-25,2%) e della produzione di metallo e prodotti in metallo (-22,4%). Su base mensile, si registrano variazioni negative per tutti i settori ad eccezione delle industrie alimentari e delle bevande (stabili), delle altre industrie manifatturiere (+0,4%) e delle raffinerie di petrolio (+0,9%). I cali congiunturali più ampi riguardano la produzione di mezzi di trasporto (-6,7%) e la lavorazione di minerali non metalliferi (-6,6).
 

 
Di Modicainfigura (del 08/02/2009 @ 19:41:32, in Economia, linkato 138 volte)

Secondo studio Ocse, ma a patto che non ci siano figli
 La tassazione di due singoli redditi,piuttosto che la tassazione combinata di un nucleo familiare,penalizza il matrimonio in molti Paesi europei. Uno studio dell'Ocse che incrocia dati complessi rivela che l'Italia invece fa ''eccezione''. Anche per le coppie con figli la situazione italiana rispetto ad altre e' piu' conveniente, ma in questo caso il guadagno dipende molto dal reddito: nel caso di redditi alti e medio-alti essere sposati con figli costituisce una 'penalizzazione' anche per l'Italia.

 
Di Modicainfigura (del 02/02/2009 @ 18:36:32, in Economia, linkato 140 volte)

ROMA - Il mercato dell'auto in Italia crolla a gennaio del 32,64%, totalizzando 157.418 immatricolazioni contro le 233.711 di un anno fa. Lo rende noto il Ministero dei Trasporti.

MERCATO MAI COSI' BASSO DA GENNAIO 1983 - Era da gennaio 1983 che non si registravano così poche immatricolazioni sul mercato italiano, furono 157.464, mentre per un crollo su base mensile superiore bisogna andare indietro a dicembre 1993 (-43,71%). Da rimarcare anche che nel settore dell'usato i passaggi di proprietà hanno registrato nel mese una pesante flessione del 17,2%, a 369.051 unità.

Tra i costruttori esteri il primato delle vendite a gennaio in Italia spetta ancora una volta a Ford (15.501 immatricolazioni), comunque in discesa del 24,29 % rispetto al pari periodo 2008. S'insedia in seconda posizione la Volkswagen, già quarta un anno fa, totalizzando 10.298 unità(-26%), seguita da Opel con 9.335 unità (-41,49%). Ai piedi del podio, Citroen (-43,08%, a 8.530 unità), seguita da Peugeot (-33,64%, a 7.264 unità). Audi è in sesta posizione con un aumento delle vendite del 10,23% (6.499 unità). Cali generalizzati per le asiatiche, Toyota compresa (-53,18%, a 4.614 unità).

A gennaio la quota di mercato in Italia di Fiat Group Automobiles si è attestata al 32,07%, in rialzo rispetto al 31,44% registrato nello stesso mese di un anno fa. A dicembre 2008 la quota del gruppo torinese aveva invece segnato il 30,94%.

Fiat Group Automobiles ha immatricolato a gennaio in Italia 50.467 nuove autovetture, in flessione del 31,32% rispetto alle 73.488 unità dello stesso mese di un anno fa.

 
Di Modicainfigura (del 15/01/2009 @ 21:39:31, in Economia, linkato 112 volte)

 


FRANCOFORTE - I tassi di interesse di Eurolandia, che la Bce ha tagliato al 2%, scenderanno ancora già a marzo e si preparano a bruciare il record del 2003. Ma, nonostante la recessione in peggioramento, la Banca centrale europea non si appresta a seguire la Fed portandoli allo zero, per tenersi alla larga dalla "trappola della liquidità". Al consiglio direttivo la Bce ha tagliato il costo del denaro di mezzo punto riportando le lancette dei tassi indietro al minimo record segnato nel giugno 2003.

Una decisione "unanime" del board, come ha spiegato Trichet, oltre che attesa dai mercati. Ma la riduzione di oggi, la quarta consecutiva da ottobre (-2,25 punti percentuali in tutto) sarà presto seguita da nuovi tagli: "non abbiamo detto che il 2% sia il limite minimo e che non andremo oltre", ha anticipato Trichet. Il minimo record toccato quasi sei anni fa si appresta ad essere bruciato: era una soglia coerente con la Bce immaginata dai suoi "Padri Fondatori", ha spiegato Trichet.

Oggi può essere abbattuta visto che la crisi attuale non si era mai vista nell'era dell'Euro. Per trovare qualcosa di simile bisogna risalire agli anni Trenta. L'economia di Eurolandia - ha spiegato il banchiere francese - è alle prese con un "forte rallentamento" che rischia di "durare a lungo". Del resto anche il Fondo monetario internazionale ha detto oggi di attendersi un "ulteriore peggioramento della crisi in atto" in Europa, nell'ambito di una "recessione globale prolungata e che si sta intensificando".

Basti pensare che l'inizio del 2009 ha accolto Eurolandia con due tegole come l'entrata in recessione della Germania e la caduta della fiducia dei consumatori europei a minimi record. Se le proiezioni degli economisti interni della Bce, a dicembre, puntavano su una crescita intorno all'1,4% nel 2009, ad appena un mese di distanza da quelle previsioni sono già da rifare. Le nuove 'staff projections' verranno presentate al consiglio Bce del 5 marzo, che si delinea quindi come il più probabile per un nuovo colpo di forbice sui tassi da parte dell'Eurotower, alla luce anche del Pil di Eurolandia del quarto trimestre in arrivo a metà febbraio.

Del resto essendo il board di oggi slittato a causa delle festività, "la decisione (sui tassi, ndr) di febbraio è soltanto fra tre settimane", e "la consideriamo non rilevante per la politica monetaria", ha detto Trichet. A meno che non emergano, nel frattempo, brutte sorprese: "siamo pronti a fare il nostro dovere in qualsiasi momento", ha avvertito Trichet. Dipenderà anche dall'andamento dell'inflazione. Il calo degli ultimi mesi è stato "impressionante" - ha detto Trichet riferendosi in particolare al crollo a dicembre all'1,6% - e nei prossimi mesi "sulla base delle ultime indicazioni, avremo un'inflazione eccezionalmente bassa".

Per molti economisti épossibile un tuffo dell'indice dei prezzi al consumo sotto lo zero verso giugno, per poi rimbalzare visto che rientrerà l'effetto-base favorevole dato dal confronto annuale dei prezzi petroliferi. Da qui a giugno la Bce potrebbe quindi portare i tassi anche sotto l'1%. Ma senza avvicinarsi troppo allo zero, per non cadere nella trappola della liquidità, la situazione descritta da Keynes in cui i tassi sono così bassi che si preferisce tenere i soldi anziché investirli, e che rischia di peggiorare la recessione. Trichet la identifica come una situazione di "tassi molto, molto bassi", e da cui "una volta che ci sei entrato, è straordinariamente difficile uscire".

BANKITALIA: PIL 2009 -2%
Bankitalia vede nero per il 2009. Il pil italiano, secondo Via Nazionale, calera' quest'anno del 2% confermando una recessione dura e duratura per l'anno appena iniziato. Un livello non stimato finora neanche dai più pessimisti previsori, ma, avverte Palazzo Koch, il dato di ieri sul crollo della produzione industriale a novembre (-12%) ha modificato il quadro congiunturale, che, come ammette la stessa banca centrale, resta fondamentalmente incerto.

Dopo la forte contrazione della scorsa estate, si legge nel Bollettino, l'indice della produzione corretto per il numero di giornate lavorative e per la stagionalità, sarebbe caduto ancor più pesantemente nel quarto trimestre, di circa il 6%; nella media del 2008 il calo sarebbe stato intorno al 4%. Si tratterebbe - spiega Bankitalia - di uno dei peggiori risultati dal dopoguerra; l'intensità del calo è sin qui simile a quella registrata nella crisi del 1974-75 in cui, dopo un anno e mezzo, la contrazione dell'attività superò cumulativamente il 20%. Il dato sul calo del pil arriva nelle mani del ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, mentre è in conferenza stampa: "E' allora? - dice - Vuol dire che torniamo come nel 2005-2006. E' così grave? Non mi sembra il Medioevo".

Ma la situazione internazionale e la crisi globale sono davvero di portata storica, sottolinea il ministro: "troppi non hanno capito la criticità in atto nel mondo. Guardano il dito e non il cielo". Poco prima Tremonti aveva definito "esercizi congetturali" l'elaborazione delle stime di crescita ritenendo comunque "dati realistici" quelli diffusi da Bankitalia subito dopo. Prevedere l'andamento dell'economia in questo momento, ha detto, è "un mestiere da astrologi".

Oltre all'industria, le cause di questo andamento negativo individuate dalla Banca d'Italia sono la caduta della domanda interna, un rallentamento dei salari quest'anno dopo un ultimo periodo più positivo e un freno consistente dell'export (-5% la stima per il 2009). "Una fase ciclica eccezionalmente avversa" la definisce l'istituto guidato da Mario Draghi, a cui si può fare fronte con "ogni possibile iniziativa per attenuare e abbreviare la recessione".

A patto però che così facendo non venga "compromessa la sostenibilità nel medio e lungo periodo delle finanze pubbliche. Questa poggia in ultima analisi - avverte Bankitalia - sulla prospettiva di riattivare il processo di crescita dell'economia". E' necessario intervenire subito, e Bankitalia riconosce che "anche in Italia sono state predisposte misure in grado di evitare la paralisi dei mercati finanziari", perché la dinamica "del prodotto potrebbe essere ancora più negativa se prendessero corpo i rischi di un ulteriore indebolimento dell'economia mondiale".

Del resto la stessa banca centrale italiana ha visto mutare lo scenario in sei mesi con una previsione che passa da un +0,4% di luglio ad un severo -2%. L'analisi di Bankitalia pone l'accento anche sulla situazione generale delle famiglie italiane. "Tenendo conto anche dell'erosione monetaria delle attività finanziarie nette riconducibili all'aumento dell'inflazione, il reddito disponibile reale si sarebbe ridotto". Non roseo neanche il quadro sulle imprese, in specie le Pmi: "Il credito bancario cresce a tassi ancora sostenuti ma è in rallentamento, riflettendo una domanda di finanziamenti da parte di imprese e famiglie resa più prudente dalla recessione", una decelerazione peraltro più intensa per le Pmi. Si registra inoltre un inasprimento da parte delle banche dei criteri adottati per l'erogazione dei prestiti alle imprese.

 
Di Modicainfigura (del 10/01/2009 @ 19:26:05, in Economia, linkato 133 volte)

ROMA  - Inizia bene il 2009 per chi ha un mutuo a tasso variabile. I tassi continuano a scendere, portando in dono una 'dote' da almeno 175 euro al mese, mentre dal primo gennaio entrano in vigore le norme varate dal Governo per alleggerire la rata di chi incontra difficoltà nei pagamenti. In soli tre mesi, l'Euribor, il tasso per i depositi interbancari a cui è indicizzata la maggior parte dei mutui a tasso variabile, è sceso dal tetto massimo del 9 ottobre scorso, quando arrivò al 5,39%, fino al 2,69% di ieri, il minimo da quasi tre anni, per la precisione dal 7 marzo 2006. Un crollo che ha portato a ripercussioni positive sulla rata dei mutui indicizzati all'Euribor, con un beneficio che arriva fino a 175 euro al mese per chi ha contratto un mutuo da 100.000 euro a 30 anni. Il 9 ottobre scorso, infatti, la rata era salita fino a 635 euro al mese, mentre oggi il valore è sceso fino a 460 euro, con un risparmio mensile appunto di 175 euro, vale a dire circa 2.100 euro l'anno. Valori che salgono ovviamente all'allungarsi della durata del mutuo e dell'importo del finanziamento, fino a raggiungere un 'bonus' di 330 euro per quelli da 200.000 euro a 30 anni. Ma i benefici non si fermano qui. Dal primo gennaio, infatti, é entrata in vigore la disposizione contenuta nel decreto anti-crisi approvato a fine novembre che introduce un tetto del 4% alle rate del mutuo a tasso variabile, al di sopra del quale interviene lo Stato accollandosi la differenza di interessi. Una disposizione che si applica per tutto il 2009 alle rate dei mutui in essere prima del 31 ottobre 2008 e che, al momento della sottoscrizione, prevedevano un tasso inferiore a questa soglia: in linea di massima cioé quelli stipulati fra il 2003 e metà 2006. In questo modo, ad esempio, un mutuo trentennale da 100.000 euro contratto nel 2003 ad un tasso dell'1,96% con uno spread del 2%, oggi sconterebbe un interesse del 4,69%, con una rata di 518 euro. Il mutuatario, con il tetto del 4%, pagherà soltanto 478 euro (risparmiando quindi 40 euro), mentre la differenza finirà a carico dello Stato. E, in caso di eventuali lentezze nell'applicazione della nuova norma, il Ministero dell'Economia ha spiegato che "il mutuatario deve naturalmente essere tenuto indenne da ogni effetto di tali ritardi".

Da gennaio, inoltre, è ulteriormente cresciuto il paniere dei mutui indicizzati al tasso di riferimento della Bce. Il vantaggio è quello di una maggiore stabilità, visto che l'aggiornamento avviene al massimo su base mensile, mentre l'Euribor viene quotato ogni giorno in Borsa, e di un andamento storicamente inferiore di 15-25 punti base rispetto all'Euribor stesso. Il rovescio della medaglia è rappresentato dallo spread, visto che si viaggia su valori compresi fra l'1,5% ed il 2% e comunque superiori a quelli applicati dalle stesse banche ai propri mutui indicizzati all'Euribor. In ultimo, dal primo marzo entrano in vigore le disposizioni di Bankitalia che obbligano le banche a predisporre un documento che faccia chiarezza sui dati relativi a tasso di interesse e spread applicati, alle modalità di ammortamento ed alla periodicità delle rate. Un documento che dovrà venire inviato anche ai vecchi mutuatari.

 
Di Modicainfigura (del 30/12/2008 @ 19:23:26, in Economia, linkato 91 volte)

Poi 3 miliardi per azzerare i rimborsi con piu' anzianita'
 Il fisco porta sotto l'albero di Natale dei contribuenti 300 mln di euro di rimborsi Irpef legati alle dichiarazioni dei redditi piu' recenti. Contemporaneamente parte il pagamento di 3 miliardi di euro per azzerare i rimborsi con piu' di 10 anni di 'anzianita''. L'operazione verra' completata entro i primi mesi del 2009. Ad annunciarlo e' l'Agenzia delle Entrate, che precisa che i rimborsi verranno pagati con i fondi stanziati dal decreto anticrisi.

 
Di Modicainfigura (del 28/12/2008 @ 20:34:54, in Economia, linkato 77 volte)
 
Era stato il sogno di una vita degli europeisti convinti, ha suscitato poi alternativamente l'entusiasmo o le critiche serrate di molti, e dopo 10 anni di vita, caratterizzati certamente da fasi alterne di successi e momenti di tensione, l'euro è ormai a pieno titolo una delle monete di riferimento nel mondo.

Arrivando addirittura a minare, nell'ultimo anno, valute concorrenti del peso del dollaro e negli ultimi tempi anche della sterlina. Alle spalle una storia ancora molto limitata, l'euro ha comunque al suo attivo già molte vicende da raccontare.

E per gli italiani, così come per tanta parte dei cittadini europei, è un compagno di vita quotidiano.
 
Di Modicainfigura (del 19/12/2008 @ 21:53:54, in Economia, linkato 76 volte)

ROMA  - "Buone notizie per i consumatori": le bollette della luce e del gas, dal primo gennaio prossimo, scenderanno rispettivamente del 5,1% e dell'1%. Con un risparmio per le famiglie di circa 36 euro su base annua. Lo rende noto l'Autorithy per l'energia nell'aggiornamento delle tariffe per il primo trimestre 2009 spiegando che da gennaio ci sarà un "forte calo anche del gpl distribuito in rete (-14,2%), con una minore spesa di 115 euro su base annua per la 'famiglia tipo'".

Le bollette della luce e del gas tornano a calare dopo una lunga corsa, durata oltre un anno, che aveva portato - sulla scia del caro greggio - le tariffe alle stelle. La flessione del 5,1% per l'elettricità e dell'1% per il gas - annunciata oggi dall'Autorità per l'energia per il primo trimestre del 2009 - sono il primo segnale di calo dei costi energetici delle famiglie. Costi che, dal primo ottobre del 2007, presero a correre per mettere a segno, trimestre dopo trimestre, un rincaro complessivo che nel solo 2008 ha pesato sui bilanci delle famiglie per oltre 220 euro su base annua.

Ecco una scheda riepilogativa sull'andamento delle tariffe della luce e del gas degli ultimi 5 trimestri, aggiornati con i dati annunciati dall'Authority a partire dal primo gennaio prossimo:

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PERIODO                         LUCE         GAS                     MAGGIOR SPESA FAMIGLIE BOLLETTE LUCE-GAS ANNO
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IV TRIMESTRE 2007 
                                            +2,4%     + 2,8%                           + 36 EURO

I TRIMESTRE   2008     + 3,8%      + 3,4%                          + 48 EURO
II TRIMESTRE  2008     + 4,1%      + 4,2%                          + 58 EURO
III TRIMESTRE 2008     + 4,3%      + 4,7%                          + 68 EURO
IV TRIMESTRE 2008     + 0,8%      + 5,8%                          + 65 EURO

I TRIMESTRE  2009       -5,1%       - 1,0%                           - 36 EURO


SCAJOLA, AUMENTA POTERE ACQUISTO FAMIGLIE
 "Le forti riduzioni delle bollette di gas e luce annunciate dall'Autorità per l'energia, addirittura superiori alle previsioni comunicate alcune settimane fa, rappresentano un sollievo per i bilanci delle famiglie". E' quanto sottolinea, in una nota, il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola commentando la riduzione della bolletta della luce del 5,1%, del gas dell'1% e del Gpl del 14,2% dal prossimo primo gennaio. "Il calo delle tariffe energetiche, che proseguirà anche in primavera, dei carburanti, calati di oltre il 30% rispetto ai picchi dell'estate, e dei tassi d'interesse sui mutui immobiliari, rappresenta l'altra faccia della crisi economica: nel 2009 - prosegue il ministro - grazie a queste riduzioni di tariffe, prezzi e mutui, aumenterà il potere di acquisto dei cittadini, che dunque non dovranno modificare i propri stili di vita e di consumo". Questo "conferma che il Governo ha fatto bene a concentrare le risorse pubbliche sul sostegno alle famiglie più disagiate e, attraverso l'estensione degli ammortizzatori sociali, sui lavoratori che rischiano di perdere il posto", conclude Scajola.

 
Di Modicainfigura (del 15/12/2008 @ 22:22:28, in Economia, linkato 103 volte)

ROMA - I prezzi dei carburanti crollano, e il carovita tira il freno a mano nel mese di novembre. L'inflazione del mese scorso è scesa infatti a livelli che non si vedevano da dicembre dello scorso anno, passando dal 3,5% di ottobre al 2,7%. E il contributo fondamentale è arrivato da una consistente contrazione dei prezzi dei prodotti energetici.

In realtà, mette però in guardia il Codacons, a parte il calo effettivo dei prezzi dei prodotti energetici, legato alla discesa del prezzo del petrolio, "si tratta solo di un illusorio calo tecnico che non può far gridare vittoria a nessuno, men che meno al Governo che nulla ha ancora fatto per abbattere l'inflazione". A fine anno l'associazione dei consumatori ha considerato che gli aumenti dei prezzi del 2008 determineranno una stangata di 1.700 euro a famiglia. L'ulteriore rallentamento dell'inflazione a novembre, hanno spiegato i tecnici dell'Istat, riflette in primo luogo il brusco ridimensionamento della dinamica tendenziale dei prezzi dei beni e in particolare di quelli energetici. I numeri, del resto parlano molto chiaro: l'aumento tendenziale dei prezzi di tutto il settore è infatti passato dal 10,4% di ottobre al +3,3%, mentre a livello mensile si è avuta una contrazione del 4,8%.

Le notizie migliori arrivano quindi per gli automobilisti e per chi si sposta sulle due ruote: i listini della benzina verde hanno infatti registrato un calo congiunturale del 10,4%, con un tasso tendenziale del -7,5% (+5,5% a ottobre). Per il gasolio da autotrazione una diminuzione mensile dell'8,6% ha portato il tasso tendenziale al -2% dal +10,6% di ottobre. Sempre cari, anche se meno del mese precedente, restano invece i viaggi aerei: il costo dei voli è infatti diminuito del 7%, ma su base annua i prezzi son cresciuti del 19,3%.

Sempre nell'ambito dei beni non alimentari e dei servizi, i listini dei medicinali sono scesi dello 0,1% rispetto a ottobre e del 4,4% sul 2007. I prezzi degli apparecchi per il trattamento dell'informazione aumentano invece del 3,3% su base congiunturale, ma diminuiscono rispetto all'anno prima del 10,6%. E ancor più consistente è il deprezzamento tendenziale dell'apparecchiatura e materiale telefonico, pari al 20,6%, pur con un aumento mensile 2,5%. Per Natale intanto, secondo un'indagine di Fipe- Confcommercio, gli italiani potranno godersi pranzi fuori casa a prezzi più contenuti. In nome di una politica anticrisi, infatti, il 21,4% dei ristoranti abbasserà i listini, mentre il 71,4% li terrà invariati e solo una piccola minoranza, il 7,1%, farà pagare un conto più salato.

NAPOLITANO: FIDUCIA MA NON NASCONDERE PROBLEMI

ROMA  - La qualità che l'Italia esprime nei propri prodotti e nelle proprie attività più avanzate "é sorgente di fiducia" davanti alla crisi economica, anche se "non possiamo nasconderci le difficoltà " della congiuntura internazionale. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, durante la cerimonia di consegna dei premi "Leonardo" 2008 per la qualità al Quirinale.

Il Presidente Napolitano ha riferito di "aver trovato testimonianza della qualità italiana" in numerosi Paesi da lui visitati. A tal proposito ha citato l'opera dei restauratori italiani impegnati in Egitto nel recupero dei manoscritti nella Biblioteca di Alessandria o a Gerusalemme per il restauro dei Rotoli del Mar Morto. "La qualità d'Italia è grande - ha proseguito Napolitano - ed è sorgente di fiducia verso il futuro, nonostante le difficoltà che ci si presentano e che non possiamo nasconderci se vogliamo affrontare con successo" la congiuntura internazionale che si presenta "con un futuro denso di incognite".

DECRETO ANTICRISI, MODIFICHE IN VISTA
Arrivano le modifiche al decreto anti-crisi. Intanto il leader del Pd, Walter Veltroni, chiede che si aiuti anche in Italia l'industria automobilistica, Massimo D'Alema attacca il Governo e il numero uno di Confindustria, Emma Marcegaglia, chiede un impegno forte al Governo per rafforzare gli ammortizzatori sociali. Le proposte del Pd, si apprende intanto, saranno illustrate domani da Pierluigi Bersani al ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, nel corso di un incontro al Tesoro. Per quanto riguarda il decreto è fissato alle 18 di oggi il termine per presentare gli emendamenti al testo attualmente all'esame delle commissioni Bilancio e Finanze di Montecitorio. Non dovrebbero però ancora arrivare - spiega uno dei due relatori del decreto, Massimo Corsaro - né le proposte di modifica degli stessi relatori, né quelle del Governo che avranno tempo fino al 23 dicembre per presentare i propri testi. La discussione generale sul decreto - informa sempre Corsaro - partirà alla fine della prossima settimana per chiudersi all'inizio della settimana successiva e licenziare il testo in commissione a ridosso della vigilia di Natale, entro il 23 dicembre appunto.

Poi ci sarà la pausa festiva e si riprenderà con l'esame in aula a Montecitorio a partire dal 12 gennaio. Le modifiche dovrebbero arrivare solo nell'esame alla Camera anche perché, spiega Corsaro, deputati e senatori stanno lavorando insieme proprio per evitare di allungare i tempi. Per quanto riguarda i contenuti da quanto si apprende il Governo starebbe lavorando ad una serie di modifiche, a partire dalla norma blocca-tariffe. Si specificherebbe meglio quanto già affermato giorni fa dal Tesoro: "in materia di Autostrade, energia elettrica, gas, etc, non si applica il blocco". Questo perché il blocco riguarderebbe anche il caso in cui l'autorità per l'energia decidesse di rivedere al ribasso le tariffe a fronte dei recenti cali del petrolio. Tariffe di gas ed energia potrebbero così essere ritoccate al ribasso. In ogni caso un quadro più chiaro degli interventi si avrà in settiana quando si dovrebe svolgere un incontro tra i parlamentari del Pdl e il Governo. Veltroni apre alla possibilità che si aiuti l'industria automobilistica: "il mio invito al governo - dice - é quello di mettere in campo un'azione per gli incentivi al settore auto". Ma questo solo se analogo provvedimento sarà adottato da altri Paesi. Confindustria invece chiede al Governo che vengano finanziati "in modo consistente gli ammortizzatori sociali per tutti i lavoratori, indistintamente". E Marcegaglia sottolinea la necessità "che siano estesi ai contratti atipici e alle piccole imprese". Infine D'Alema attacca: "L'Italia è l'unico grande Paese europeo, e non solo europeo, che non ha un programma per affrontare la crisi economica. Non ha un piano".

LE IPOTESI DI MODIFICA:
Ecco intanto alcune ipotesi di modifica già emerse nei giorni scorsi:

 - BONUS FAMILIARE RIMODULATO. Si va verso una rimodulazione del bonus familiare. L'obiettivo sarebbe quello di riequilibrare la platea di beneficiari, oggi più single che famiglie numerose. La Lega chiede di specificare che la misura sia destinata "alle famiglie italiane".

- IVA CASSA CON INDICAZIONE VOLUME AFFARI. Si ipotizza di specificare nel testo del provvedimento il volume d'affari dei contribuenti nei cui confronti sarebbe applicata la disposizione. Oggi la fissazione del tetto è affidata ad un futuro provvedimento.

- MUTUI, ATTENZIONE ALLA DISPARITA'. I tecnici della Camera hanno avvertito: la disparità tra mutuatari, quelli a tasso variabile che sono tutelati e quelli a tasso fisso, può essere foriera di contenzioso. Il sottosegretario all'economia, Luigi Casero ha però difeso la scelta: "La scelta di circoscrivere la misura ai mutui a tasso variabile - ha spiegato - tiene conto dell'effettiva differenza nella quale si sono venuti a trovare i soggetti mutuatari a seguito della repentina esplosione dei tassi".

- ACCERTAMENTI, AGGIO ESATTORI IN MIRINO
. Per il Pdl troppo oneroso l'aggio al 10%; a studio modifiche.

- AUTO, PER IL MOMENTO SI GUARDA A UE, VELTRONI APRE
. Una proroga della rottamazione potrebbe però essere inserita nel milleproroghe. Veltroni apre all'ipotesi di aiuti e invita il governo a mettere in campo incentivi per il settore se questo provvedimento verrà adottato anche dagli altri Paesi.

- CLASS ACTION:
Tre le misure che potrebbero spuntare, o nel ddl sviluppo al senato, oppure nel decreto milleproroghe, c'é anche una norma sulla Class Action che il governo verrebbe restringere solo agli "illeciti compiuti successivamente al primo luglio 2008".

 
Di Modicainfigura (del 06/12/2008 @ 20:58:20, in Economia, linkato 103 volte)

Sarà un Natale "austero e preoccupato". Tra gli addobbi natalizi entra la parola crisi e 'taglia' un miliardo di euro dalle spese per i regali. Secondo un sondaggio Confesercenti-SWG, ci sono 38 miliardi di tredicesime in campo ma, più che la corsa ai regali, quest'anno vince il risparmio.

La spesa per gli acquisti scende infatti di oltre un miliardo segnando un calo del 9% per i regali, mentre sale di un miliardo e mezzo la somma destinata al "salvadanaio". E sotto l'albero le famiglie hanno mutui e rate in sospeso: per questa voce dalle tredicesime se ne vanno altri 550 milioni.

La crisi finanziaria mette "potenzialmente in pericolo" una famiglia italiana su due: sono quasi 12 milioni, il 48,8% del totale, le famiglie che "denunciano un concreto rischio di default". È quanto emerge dal 42mo Rapporto Censis sulla situazione sociale del paese, che evidenzia anche come sette italiani su dieci pensi che "il terremoto nei mercati possa ripercuotersi direttamente sulla propria vita".

A determinare il rischio concorrono "investimenti in prodotti rischiosi", mutui, credito al consumo e assenza di risparmio accumulato. Di fronte alla crisi economica è il "panico generalizzato" ciò che provano gli italiani, già provati da un 2008 che potrebbe essere "l'anno della paura".

Secondo il rapporto Censis 2008, la prospettiva di perdita del proprio tenore di vita si affianca alle paure per gli immigrati e i rom, per le rapine, per gli incidenti stradali causati da droghe e alcol, per il precariato.

 
Di Modicainfigura (del 27/11/2008 @ 20:02:36, in Economia, linkato 124 volte)

ROMA  - Una riunione molto costruttiva e positiva. Così il ministro dell'Economia Giulio Tremonti, secondo quanto si apprende, avrebbe valutato l'incontro con i ministri di quasi tre ore che si è tenuto oggi a Palazzo Chigi per discutere delle misure per famiglie e imprese che domani saranno varate dal consiglio dei ministri.

Almeno tre figli a carico e al massimo un reddito complessivo per l'intero nucleo familiare di 22.000 euro. Il bonus più sostanzioso, quello da 1.000 euro, secondo l'ultima versione della misura sul tavolo del governo, prevede oltre al tetto di reddito un numero minimo di componenti del nucleo, pari a 5. Una coppia con un reddito di 17.000 euro prenderà un contributo di 300 euro, se il nucleo sale a 3 componenti il bonus salirà a 450 euro. Un nucleo di 4 persone prenderà 600 euro ma in questo caso il reddito dovrà essere al massimo di 20.000 euro l'anno.

Per i pensionati il contributo guarda anche agli anziani soli ai quali, se sotto i 15.000 euro, arriveranno 200 euro. Sarebbero queste le indicazioni contenute nella bozza della misura che domani sarà contenuta nel decreto anti-crisi all'attenzione del Consiglio dei Ministri.

 
Di Modicainfigura (del 03/11/2008 @ 20:06:08, in Economia, linkato 134 volte)

Aumenta il fondo previsto in attesa riforma ammortizzatori
 Arrivano direttamente in Finanziaria i 600 milioni di euro previsti per rifinanziare la cassa integrazione straordinaria (Cigs). Queste risorse sono infatti previste in un emendamento del relatore alla manovra depositato oggi in commissione Bilancio. Le nuove risorse che dovevano essere inserite nel ddl lavoro, che ha avuto la scorsa settimana l'ok della Camera, aumentano cosi' di 150 milioni il fondo di 450 milioni gia' previsto in attesa della riforma degli ammortizzatori sociali.

 
Di Modicainfigura (del 28/10/2008 @ 21:30:01, in Economia, linkato 134 volte)

(ANSA)- ROMA, 28 OTT -Negli ultimi 12 mesi e' aumentata da 6,39 euro a 6,77(+5,95%) la spesa per una dieta giornaliera da 2.300 calorie,necessarie ad un uomo adulto. Un tasso molto superiore a quello dell'indice Istat dei prezzi al consumo per la collettivita'(+3,8%),secondo l'Universita' di Bologna.Tra i prodotti sono saliti i prezzi di pasta(+24,91%),latte(+9,59%),riso(+9,01%)e pane(+8,63%).La spesa media giornaliera per un uomo e' piu' cara ad Aosta(7,69 euro)e la meno a Napoli(5,76) e in genere e' piu' bassa al Sud.

 
Di Modicainfigura (del 27/10/2008 @ 21:03:50, in Economia, linkato 112 volte)

 
ROMA - La Banca centrale europea potrebbe nuovamente tagliare i tassi d'interesse al consiglio del 6 novembre, in presenza di minori aspettative inflazionistiche e rischi per la stabilita' dei prezzi. Lo ha detto il presidente della banca centrale europea, Jean-Claude Trichet, spiegando che l'eventuale taglio e' ''una possibilita''', non una certezza, e che dipendera' dall'allentamento delle prospettive d'inflazione. L'istituto centrale di Francoforte resta impegnato ad evitare che si manifestino effetti inflazionistici a cascata, ma nel complesso sembrano prevalere - ha spiegato Trichet parlando a Madrid, come riporta la Bloomberg - i rischi al ribasso per la crescita economica piuttosto che quelli al rialzo per l'inflazione.

BORSA MILANO: CHIUDE IN CALO, MIBTEL -3,5%
Chiusura in calo per Piazza Affari con il Mibtel che ha ceduto il 3,5% a 14.852 punti e lo S&P/Mib il 3,96% a 19.092 punti. Male anche l'All Stars (-1,59% a 8.716 punti) e il Midex (-3,07% a 17.281 punti).

PARIGI IN FORTE CALO (-3,96%)
 La Borsa di Parigi ha terminato la seduta in forte perdita con l'indice Cac 40 dei principali titoli in flessione del 3,96% a quota 3.067,35 sull'onda del timore di una recessione mondiale.

LONDRA CHIUDE IN RIBASSO DELLO 0,79%
Chiusura in calo dello 0,79% per la Borsa di Londra dove l'indice Ftse100 ha terminato la seduta a 3.852,59, lasciando sul terreno 30,77 punti rispetto alla chiusura di venerdi' scorso.

FRANCOFORTE CHIUDE IN RIALZO DELLO 0,91%
La Borsa di Francoforte ha chiuso in rialzo dello 0,91% con l'indice Dax a 4.334,64 punti.

NEW YORK; DOW JONES -0,43%, NASDAQ -1,11%
Elevata volatilita' alla Borsa di New York dove, attorno alle 16.00 ora italiana, il Dow Jones segna -0,43% a 8.342,71 punti; il Nasdaq composite -1,11% a 1.534,82 punti e lo S&P 500 -0,77% a 869,99 punti.

ALMUNIA: RAGIONEVOLE STIMARE FINE CRISI ENTRO UN ANNO
 ''Stiamo vivendo momenti di grande incertezza, ed e' molto difficile fare previsioni su quanto accadra' nei prossimi mesi: tuttavia, e' ragionevole aspettarsi che, da qui a un anno, l'orizzonte cominci a rasserenarsi''. E' quanto sostiene il commissario europeo agli Affari monetari, Joaquin Almunia, in una chat con i lettori di El Pais.

Secondo Almunia, ''nel breve i mercati rimarranno molto volatili, in un clima di pessimismo e di tensione. Ma poi - aggiunge il commissario Ue - e' chiaro che ci sara' chi comincera' a vedere che gli attuali livelli dei prezzi in Borsa offrono delle opportunita'...''.

Per attutire l'impatto della crisi finanziaria sull'economia europea, e frenare una possibile recessione, e' necessario ''un mix di politica macroeconomica, monetaria e fiscale. Oltre a cio' - aggiunge Almunia - bisogna continuare nelle riforme strutturali del mercato del lavoro, dare impulso agli investimenti e indirizzarsi verso un modello di crescita sostenibile dal punto di vista ambientale, demografico e di bilancio. Tutto questo - ricorda - richiede un coordinamento piu' stretto tra le decisioni che possono essere adottate solo a livello nazionale, ma che devono essere decise in comune e su scala europea''.

''L'esistenza di fondi sovrani e' un fattore importante per incanalare capitale nelle mani di Stati con grandi attivi esteri verso quelle imprese e quei Paesi che necessitano di questo capitale, ma non sono sicuro che l'idea avanzata da Sarkozy abbia a che vedere con questo tipo di fondi''.

''Piu' che altro - ha spiegato Almunia - mi sembra si tratti di incanalare denaro pubblico francese per rafforzare la posizione di aziende francesi''.

 
PER LE BORSE OTTOBRE NERO, ASIA A MINIMI STORICI
La settimana borsistica si apre con nuovi crolli, partiti dall'Asia e arrivati in Europa, in attesa di vedere come si muoverà Wall Street: l'apertura è attesa in calo con i futures sullo Standard & Poor's che cedono il 3,5 per cento. Resta la paura sul fronte bancario e la convinzione che gli sforzi dei governi non allontaneranno la recessione. Il lunedì nero ha segnato Hong Kong (-13%) dove l'indice guida ha segnato il peggior calo dal 1997 e nel corso della seduta ha toccato un minimo a -15,4%, sui livelli segnati nel 1989 dopo i fatti di piazza Tienanmen.

 "Ad ogni calo, segue un calo" commenta un operatore lasciando intendere che non si vede uscita dal circolo vizioso. In Europa l'indice di riferimento, il DJ Stoxx 600 lascia il 4,3%, e si avvia a chiudere ottobre come peggior mese della storia, con un calo complessivo ad oggi del 26 per cento e oltre 12 trilioni di dollari bruciati. Tra i più colpiti i bancari con Ubs e Deutsche Bank che cedono oltre l'8 per cento.

A Parigi Societé Generale perde quasi il 15% e Bnp Paribas il 9,65 per cento. A Milano Intesa Sanpaolo è costretta a due stop per eccesso di ribasso (-11%) e Unicredit lascia il 6,61 per cento. A Francoforte invece fuochi artificiali di Volkswagen (+74%) grazie al rafforzamento dell'asse con Porsche.

Di seguito gli indici dei titoli guida delle principali borse europee. - Londra -4,50% - Parigi -6,20% - Francoforte -3,94% - Madrid -5,90% - Milano -5,55% - Amsterdam -5,28% - Stoccolma -5,37% - Zurigo -4,68%.

 
Di Modicainfigura (del 25/10/2008 @ 21:58:50, in Economia, linkato 120 volte)

Secondo dati maggiori tribunali, quest'anno +22% sul 2007

(ANSA) - ROMA, 25 OTT - Le famiglie sono sempre piu' in difficolta' a pagare la rata del mutuo e 1,9 milioni di mutuatari sarebbero a rischio insolvenza. L'allarme arriva dall'Adusbef che, esaminando i dati dei maggiori tribunali, stima che quest'anno pignoramenti ed esecuzioni potrebbero crescere del 22,3% sul 2007. Sui dati di 24 tribunali gli aumenti dei pignoramenti stimati nel 2008, rispetto al 2007, vanno da un minimo del 16% a Bologna al 39% di Cagliari. In aumento oltre il 20% anche a Roma e Milano.

 
Di Modicainfigura (del 25/10/2008 @ 21:50:54, in Economia, linkato 121 volte)

Subprime prodotti sofisticati di cui non valutati bene i rischi
 Parigi, 25 Ott - 'Bisogna riconoscerlo:abbiamo fatto degli errori'. Lo dice Georges Pauget in un'intervista che sara' pubblicata dal Le Journal du Dimanche. 'Le banche francesi - dice Pauget, presidente della Federazione bancaria francese (Fdf) e che dirige peraltro anche il Credit Agricole - come la quasi totalita' delle banche del mondo con un' attivita' di finanziamento e investimento, sono state colpite dalla crisi dei subprime nata negli Stati Uniti.

 
Di Modicainfigura (del 24/10/2008 @ 19:59:37, in Economia, linkato 104 volte)

Borsa statunitense sempre pesante ma abbondantemente sopra i minimi di seduta. Il Dow Jones segna -3,04%, il Nasdaq composite -2,21% e lo S&P 500 -3,17%. Il mercato è sostenuto fra l' altro dal dato nettamente in crescita relativo alle compravendite di abitazioni a settembre.

In precedenza era stato attivato il meccanismo di blocco dei futures. La misura era stata innescata per evitare che la seduta regolare si aprisse con perdite vertiginose.

Quanto e' successo oggi non si verificava da oltre dieci anni, cioe' dal 1997. Per quanto riguarda l'andamento della seduta regolare, e' previsto che, qualora il Dow Jones perda il 10% prima delle due pomeridiane ora di New York, le contrattazioni si fermino per un'ora. Se questa stessa soglia viene invece infranta fra le due e le tre pomeridiane, la sospensione durera' 30 minuti. Gli scambi saranno sospesi di nuovo se il Dow Jones perdesse il 20%. Se infine il ribasso dovesse essere del 30% a qualsiasi ora della seduta, la Borsa sara' chiusa per un giorno.

USA: VENDITE CASE ESISTENTI, A SETTEMBRE +5,5%  - Le vendite di case esistenti negli Stati Uniti, a settembre, hanno segnato un rialzo del 5,5% al tasso annualizzato di 5,18 milioni di unità. Il dato è di gran lunga superiore alle attese.
 



EUROPA BRUCIA 230 MILIARDI - Nel nuovo venerdì nero dei mercati mondiali le Borse europee hanno visto andar in fumo circa 230 miliardi di euro di capitalizzazione. E' quanto emerge dal controvalore dell'indice paneuropeo Dj stoxx dei 600 maggiori titoli del Vecchio Continente, sceso oggi del 4,74%.

Piazza Affari chiude in forte calo. L'indice Mibtel cede il 4,96% a 15.390 punti, lo S&P/Mib lascia il 5,61% a quota 19.879. L'All Stars perde il 3,62% a 8.857.
Tutti in territorio negativo anche gli altri mercati del Vecchio Continente. La Borsa di Londra ha chiuso in ribasso del 5%, Parigi del 3,54% e Francoforte del 4,96%.

GB VERSO LA RECESSIONE - La Gran Bretagna scivola verso la recessione: nel terzo trimestre il Pil britannico ha segnato una contrazione dello 0,5%, superiore alle attese. E' la prima volta dal 1992 che in Gran Bretagna si registra una contrazione del prodotto interno lordo rispetto al trimestre precedente. Il calo è superiore alle stime degli economisti che si aspettavano un -0,2% Rispetto allo stesso trimestre del 2007, il Pil britannico ha registrato un rialzo dello 0,3%, sotto la stima media di un +0,5%, dopo il +1,5% del trimestre prima. La Gran Bretagna è sulla strada della recessione per la prima volta dal 1991, anche se tecnicamente non si può parlare di ciclo recessivo (due trimestri consecutivi di crescita negativa) tenuto conto che nel secondo trimestre il prodotto interno lordo era rimasto invariato rispetto al trimestre precedente. La Gran Bretagna è il primo dei Paesi del G7 ha comunicare i dati sul Pil del terzo trimestre.

PETROLIO: OPEC TAGLIA PRODUZIONE DI 1,5 MILIONI BARILI
L'Opec ha deciso di tagliare di 1,5 milioni di barili al giorno la propria produzione di petrolio. Lo riferisce l'agenzia Bloomberg dopo il vertice straordinario dell'organizzazione dei produttori a Vienna precisando che la decisione sarà operativa da novembre. Il prezzo del petrolio è sceso ancora dopo la decisione dell'Opec di tagliare la propria produzione da novembre di 1,5 milioni di barili al giorno. Nelle contrattazioni elettroniche a New York il greggio americano è quotato a 63,05 dollari, il livello più basso dal maggio del 2007 mentre a Londra il brent, il petrolio di riferimento europeo passa di mano a 61,08 dollari al barile, minimo dal marzo dell'anno scorso.

ASIA IN DIFFICOLTA', TOKYO -9, SEUL -10% - Chiusura di settimana tragica per le principali Borse di Asia e Pacifico, in controtendenza con lo slancio finale di Wall Street della vigilia. Tokyo ha lasciato sul campo il 9,6%, Seul il 10,5% ed Hong Kong il 4,66%. Ha fatto eccezione Sidney (-2,6%), che comunque ha segnato un calo che in condizioni normali sarebbe comunque definito consistente, al pari di Shanghai (-2,46%), che però non ha ancora concluso la seduta.

I mercati orientali hanno scontato l'ulteriore rafforzamento dello yen sul dollaro, che penalizza i grandi esportatori di auto ed elettronica, accusando anche i segnali di recessione provenienti dalla Corea, mentre i rendimenti dei titoli di stato sono ormai sui massimi. Segno evidente che la crisi finanziaria degli Usa si sta trasferendo velocemente ad est, trasformandosi nell'area in crisi economica totale. Il pessimismo non ha fatto sconti al listino di Tokyo, dove Sony ha ceduto il 14,47%, Sharp il 13,54% e Canon il 12,79%.

Ma affianco all'elettronica sono precipitati anche i colossi dell'auto, da Mazda (-9,09%) a Mitsubishi (-6,61%), da Toyota (-6,43%) ad Honda (-5,69%). Quanto alle banche, Mizhuo ha ceduto il 12,62%, Mitsui l'8,62% e Mitsubishi Ufj l'8,32%. Profondo rosso a Seul, con Lg Electronics (-14,94%), Korean Air Lines (-14,91%) ed Hynix Semiconductor (-14,9%). In affanno gli automobilistici Kia (-14,82%) e Hyundai (-7,89%), mentre anche la finanza ha segnato il passo con Woori Holdings (-11,21%) e Korea Exchange Bank (-4,82%). Scivolone ad Hong Kong per Petrochina (-7,65%) e il colosso bancario Bank of China (-6,76%), mentre Cathay Pacific ha lasciato sul campo il 6,67% e China Petroleum il 6,55%. Più cauta Sidney, anche se Rio Tinto ha ceduto il 4,26%, Westapac Banking il 3,82% e National Australia Bank il 3,14%. In controtendenza il colosso dei materiali da costruzione James Hardie Industries (+3%).

 Di seguito, gli indici dei titoli guida delle principali piazze finanziarie di Asia e Pacifico. - Tokyo -9,60% - Hong Kong -4,66% - Shanghai -2,46% (seduta in corso) - Taiwan -3,19% - Seul -10,57% - Sidney -2,64% - Bombay -7,14% - Singapore -7,55% - Kuala Lumpur -3,38% - Bangkok -5,43% - Giakarta -6,59% (seduta in corso).
Ieri New York ha chiuso contrastata. Il Dow Jones ha guadagnato il 2,02%, il Nasdaq e' in discesa dello 0,73& mentre l'indice S&P500 ha perso l'1,26%. Europa a corrente alternata con Parigi e Londra rispettivamente a +0,38% e +1,16% e Francoforte -1,13%.

 
Di Modicainfigura (del 20/10/2008 @ 22:16:46, in Economia, linkato 105 volte)

Per la prima volta nell'ultimo anno e mezzo
 Nuovi ribassi per i prezzi dei carburanti con la benzina che scende anche sotto quota 1,3 euro per la prima volta nell'ultimo anno e mezzo. E' il caso dell'Agip che ha tagliato di 5 cent portando il carburante a 1,289, il livello piu' basso dall'aprile 2007. Ribasso di 3 cent per lo stesso marchio anche sul gasolio, che e' andato a 1,264 euro al litro. Secondo il Quotidiano Energia ribassi tra i listini di oggi e quelli di venerdi' scorso si registrano anche alla Esso, Q8, Shell e Tamoil.

 
Di Modicainfigura (del 20/10/2008 @ 22:00:50, in Economia, linkato 109 volte)

COMO - Gli incentivi al settore dell'auto e degli elettrodomestici sono adesso qualcosa di più di un'idea. E' il ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola, a spiegare che il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ed i ministri interessati stanno lavorando su una "valutazione da parte del governo" sulla possibilità di reintrodurre incentivi per la rottamazione di auto ed elettrodomestici. Lo scopo, sottolinea lo stesso Scajola, è ridare vita a due mercati fermi.

E' necessario "far ripartire il mercato dell'auto, un mercato fermo in tutta Europa, e si far partire di nuovo il mercato degli elettrodomestici, che è un mercato fermo". Il ministro dello Sviluppo dà così forma alle dichiarazioni dei giorni scorsi dello stesso Berlusconi, che, commentando gli aiuti degli Usa ai propri colossi dell'auto, aveva per primo aperto la porta ad un ritorno degli aiuti di stato: "Quando gli Stati Uniti d'America fanno investimenti così massicci per aiutare le loro tre grandi industrie automobilistiche - aveva detto Berlusconi - anche da parte nostra non c'é da scandalizzarsi laddove, se fosse necessario, gli stati possono pensare di dare un supporto alle loro industrie automobilistiche".

Lo stesso ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, aveva sottolineato i rischi che la crisi dei mercati si propagasse all'economia reale e la necessità di trovare soluzioni perché ciò non accadesse. In questo momento, anche secondo Scajola, è fondamentale che "la crisi finanziaria non si riversi nell'economia reale e quindi stiamo accelerando il percorso di incentivi sull'innovazione, sulla ricerca e sull'alta tecnologia, diversi strumenti che stiamo valutando in questi giorni proprio per far ripartire una situazione industriale che è vicina alla crescita zero". Fra le ipotesi al vaglio, ci sarebbe anche una serie di incentivi ad hoc sotto forma di contributi per la ricerca e la produzione di nuove vetture ecocompatibili. Non è un caso che oggi Scajola abbia ribadito che l'obiettivo degli incentivi è coniugare "due esigenze: quella di ridurre le emissioni nell'atmosfera, ridurre l'assorbimento di energia e nel contempo aiutare lo sviluppo industriale di questi settori in difficoltà". Unica voce apparentemente fuori dal coro, il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, che, in un'intervista al Riformista, spiega ché è il momento di dire "basta agli aiuti alla Fiat. Più in generale, sono contrario a un intervento dello Stato per settori o singole aziende".

 E' preferibile, spiega, "irrobustire il canale che garantisce la liquidità alle imprese". Gli interventi del governo, in sostanza, devono riguardare tutta l'economia e non singoli settori: per questo Sacconi apre a "una protezione più robusta per i disoccupati, più cassa integrazione in deroga e maggiore uso degli ammortizzatori sociali".

 
Di Gio13 (del 15/10/2008 @ 12:31:11, in Economia, linkato 123 volte)
Borse, Europa in calo. Bene Tokyo
Consob: ''Per l'Italia rischi inferiori a quelli di altri Paesi'

Bush: ''250 miliardi di dollari per aiutare le banche''

Milano, 15 ott. - Dopo la chiusura negativa di ieri a Wall Street le Borse europee aprono questa mattina in ribasso.

In avvio di seduta, a Piazza Affari, il Mibtel scende dello 0,87% mentre l'SP MIB cala dell'1,11%. In discesa anche il Midex (-0,40%) e l'All Stars (-0,48%). In linea le consorelle: Francoforte -1,07%, Parigi -0,36%, Londra -0,56%, Zurigo -0,89%, Madrid -1,17%, Amsterdam -1,82%.

Questa mattina anche le Borse dei paesi arabi del Golfo hanno aperto con il segno 'meno', dopo un rally durato due giorni. Le Piazze che registrano le maggiori perdite sono quella di Dubai (Emirati Arabi), che segna un -5,90%, e di Doha (Qatar), con -7,69%.

Chiusura di seduta positiva, invece, per la borsa di Tokyo con l'indice Nikkei che è salito dell'1,06%.

Ieri sera, Wall Street ha chiuso con il Nasdaq a -3,54% e il Dow Jones a -0,82%.

 
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