Una scossa di terremoto di magnitudo 2.2. è stata registrata questa mattina, alle 7.18 nel distretto sismico dei Monti Iblei, tra le province di Ragusa e Catania. Il sisma e’ stato registrato dagli strumenti dell’Ingv a una profondita’ di circa 5,6 chilometri, con epicentro tra Comiso e Vittoria, interessando, in particolare, anche i Comuni di Acate, e Mazzarrone, nel catanese.
| Il paziente deceduto è Pietro Puglisi | |
Ragusa - Ci sono quattro avvisi di garanzia per il reato ipotizzato di omicidio colposo per la morte di Pietro Puglisi, l’imprenditore agricolo cinquantenne morto lo scorso 27 maggio al Pronto Soccorso dell’ospedale Civile dopo un malore improvviso che lo ha colpito nel cuore della notte. Si tratta di un passaggio dovuto per eseguire l’autopsia, atto irripetibile, che deve essere svolta alla presenza dei possibili indagati. I familiari dell’uomo, pur senza volere cercare a tutti i costi un colpevole, hanno presentato un esposto in Procura con l’intento di chiarire le cause del decesso del loro congiunto. Il sostituto procuratore Marco Rota dapprima ha acquisito la cartella clinica in ospedale, quindi, ha affidato l’autopsia al medico legale siracusano Francesco Coco che l’ha eseguita martedì pomeriggio all’interno dell’obitorio di Ibla dove la salma era rimasta in una cella frigorifera in attesa della sepoltura, anche se i funerali si erano già svolti regolarmente il 28 maggio presso la chiesa di San Giuliano. Il medico legale è venuto in città accompagnato dal cardiologo catanese Vinci. Il perito del Pm ha effettuato prelievi ed esami ematici ed ha chiesto sessanta giorni di tempo per depositare le conclusioni. Come prassi il direttore sanitario aziendale, Pasquale Granata, ha disposto un’indagine interna dell’Asp, come avviene dopo ogni decesso. |
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| 740 mila euro | |
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Modica - Il Tar dà ragione ai privati e il prefetto Francesca Cannizzo deve nominare i commissari ad acta per costringere il Comune di Modica a onorare i debiti contratti negli anni scorsi. Ecco l'elenco dei decreti ingiuntivi passati all'esecuzione: |
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L’automobilista si becca la multa e la vigilessa una denuncia per ingiurie.
Finisce così una banale conversazione scaturita da un divieto di sosta non osservato. In via S. Cuore un automobilista ha infatti parcheggiato la macchina per pochi minuti in zona vietata e puntualmente l’ausiliaria del traffico ha elevato la multa.
L’uomo ha riferito in commissariato che le sue rimostranze sono state pesantemente apostrofate dalla ausiliaria del traffico che ha risposto per le rime ed è andata anche oltre facendo pesare il suo ruolo e la sua autorità nel caso specifico.
L’automobilista pagherà la multa ma vuole portare l’ausiliaria davanti al giudice per avere conto e ragione di un comportamento che ha definito non professionale.
Un pensionato vittoriese, Giovanni Denaro, 69 anni, dà fuoco alle stoppie della campagna di contrada Difesa e muore avvolto dalle fiamme di ritorno provocate dal vento. E’ successo dopo mezzogiorno in territorio di Comiso, lungo la strada che conduce verso Chiaramonte.
Sul posto, oltre al medico legale per i rilievi cadaverici, anche Polizia, Carabinieri e Vigili del fuoco, che indagano sul cause della tragedia. E’ probabile che lo sfortunato pensionato, che si è recato in campagna per pulire il terreno dalle erbacce secche, sia rimasto vittima di una folata di vento di ritorno che lo ha preso in pieno senza darli il tempo di mettersi in salvo.
Incidente mortale sulla provinciale Acate - Vittoria. Nella tarda serata di sabato un uomo di nazionalità romena è morto dopo essere stato investito da una Fiat Punto.
Il cittadino romeno, di cui non sono state rese ancora note le generalità, procedeva verso Acate in bicicletta quando per cause ancora da accertare è stato travolto dalla macchina. Fatale l’impatto visto che l’uomo è morto praticamente sul colpo per i probabile spappolamento della milza e traumi sparsi in varie parti del corpo. Illeso o quasi , A.Z., vittoriese, il giovane alla guida della Punto.
Secondo una prima ricostruzione dei carabinieri e dei vigili urbani di Acate, è probabile che la Punto abbia tamponato il ciclista che procedeva al buio lungo la strada. La macchina infatti ha riportato un danno sulla fiancata sinistra del cofano, il che farebbe pensare ad un tamponamento.
Comiso - Un uomo di 69 anni è morto questa mattina a Comiso, mentre stava appiccando il fuoco in un terreno di sua proprietà, in contrada Crocilla.
Giovanni Denaro - questo il suo nome -pare stesse cercando di dar fuoco a delle strepaglie, ma è stato investito dalle fiamme. Ha cercato di fuggire ma è caduto a terra ed ha perso la vita. L'episodio si è verificato intorno alle 1030. Alle 10,45 è arrivata ai Vigili del Fuoco la telefonata che segnalava l'incendio. I pompieri sono arrivati ed hanno circoscritto le fiamme all'interno di due poderi. Ma, ad un certo punto, si sono accorti che tra le fiamme c'era anche un uomo.
Purtroppo, Giovanni Denaro era già morto, avvolto dalle fiamme. Le indagini sono condotte dal commissariato di Comiso. E' probabile che l'uomo sia stato investito da un cambio di vento e che non sia riuscito ad arginarlo. Il corpo, dopo l'ispezione cadaveria, efettuata dal medico legale Giovanni Algieri, è già stato restituito ai familiari.
Ragusa- Allarme oggi pomeriggio, poco dopo le 15,30 a Ragusa, sul ponte di via Roma. Un giovane immigrato è stato visto scavalcare il viadotto e lanciarsi nel vuoto. L'aspirante suicidia è finito però sopra una cabina per la distribuzione del gas metano, situata nella sottostante via Natalelli. La circostanza ha di fatto salvato la vita all'uomo.
Dalla sala operativa della Questura, è stata immediatamente allertata una squadra dei vigili del fuoco della sede centrale di Ragusa, che è intervenuta per il recupero dell'uomo.
Sul posto l'ambulanza dle 118 che ha tasportato il ferito all'ospedale Civile di Ragusa per ricevere le prime cure. Le condizioni di salute dell'uomo sono giudicate molto serie anche se i sanitari non disperano per la sua vita. In via Natalelli è giunta anche una pattuglia della polizia.
Scicli - Il responsabile di un ufficio pubblico di Scicli col peso di una richiesta di rinvio a giudizio da parte del sostituto procuratore della Repubblica di Modica, Gaetano Scollo.
Le accuse per G.M., 54 anni, sono molteplici e pesanti: violenza sessuale aggravata ed ingiurie continuate.
Sarà il Gup a decidere la sorte dell’uomo, molto conosciuto in città, il quale nella sua qualità dirigenziale, avrebbe promesso ad una dipendente un avanzamento di carriera ma avrebbe preteso “qualcosa” in cambio.
A denunciarlo il 19 dicembre dello scorso anno è stata proprio la donna, una quarantenne, secondo la quale due mesi prima il suo superiore avrebbe usato nei suoi confronti violenza bloccandola tra la spalliera della sedia della scrivania del suo ufficio ed un’altra scrivania sulla quale si trovava un computer per impedire alla presunta vittima di uscire o effettuare un qualsiasi movimento.
Quindi avrebbe preso a toccare con la mano il polpaccio della donna per arrivare fino alla coscia, costringendo la parte offesa a subire atti sessuali senza riuscire a proseguire oltre nella molestia per il netto rifiuto della stessa che, sebbene a fatica, riusciva a divincolarsi e ad allontanarsi.
Un atto commesso con l’aggravante di avere abusato dei poteri inerenti una pubblica funzione. L’uomo risponde anche di ingiurie continuate perchè più volte, abusando sempre dei poteri che deteneva, molestava per petulanza e biasimevole motivo, la donna con continue telefonate, rivolgendole espressioni volgari, offensive ed ingiuriose in un periodo compreso tra il mese di luglio del 2008 ed il 22 ottobre dell’anno successivo
Ancora una volta l’incrocio della via Dente Crocicchia con la statale 115 nei pressi del ponte Guerrieri si rivela pericoloso. Due persone sono rimaste infatti vittima di un incidente della strada proprio all’intersezione della strada comunale sulla statale. C. B., 34 anni, stava dirigendosi infatti verso Ragusa a bordo del suo motociclo Yamaha a bordo del quale viaggiava anche la figlia minore, V.B.
Il motociclista non ha potuto evitare di scontrarsi con una Nissan, alla cui guida si trovava C.S., 78 anni di Modica. La peggio è toccata ai due occupanti la moto; sia il padre sia la figlia sono stati infatti trasportati al Maggiore dove i medici hanno dato una prognosi di due settimane per i traumi riportati in varie parti del corpo a causa dell’impatto con l’autovettura.
Illeso invece il conducente della macchina che se l’è cavata solo con un po’ di spavento.
| La Lega Navale si lecca le ferite | |
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Due telecamere hanno spiato per tre mesi i movimenti in entrata ed in uscita dei dipendenti di palazzo S. Domenico (nella foto la macchina del badge all´ingresso). Ieri gli uomini della Guardia di Finanza hanno smantellato le apparecchiature che sono state posizionate vicino alla macchinetta che legge i badge delle presenze ed al portone posteriore di ingresso di palazzo S. Domenico, che affaccia in via Pellico.
Gli inquirenti hanno così potuto studiare i movimenti e le manovre di quanti hanno timbrato diversi cartellini per conto di altri colleghi o di chi non ha osservato l’orario di lavoro ricorrendo a stratagemmi vari e spesso fantasiosi. Polizia e finanzieri sono dunque andati a colpo sicuro al momento dei controlli nella sede del comune ed erano già da tempo a conoscenza di metodi e tempi utilizzati da alcuni dipendenti per evitare qualche ora di lavoro.
L’installazione delle due telecamere è sfuggita ai più visto che si è trattato di due apparecchi di dimensioni molto contenute e, ricorda qualcuno degli impiegati, quando sono state montate sono arrivati tecnici delle Telecom ad installarle e a collegarle ad una centralina telefonica. Nessuno ha mai pensato che potessero servire al monitoraggio delle presenze. Altri particolari emergono dopo il blitz di lunedì e riguardano anche filmati che sono stati girati al di fuori o nei pressi di palazzo S. Domenico per documentare entrate ed uscite soprattutto nelle giornate in cui sono calendarizzati i rientri.
C’è anche chi riferisce di un paio di impiegate che nel pomeriggio si sono recate a fare la spesa o addirittura dal parrucchiere nonostante risultassero regolarmente al lavoro visto che il cartellino era timbrato. Nei confronti di un’altra impiegata due agenti donna della guardia di finanza hanno proceduto poi alla perquisizione personale nei bagni di palazzo S. Domenico per il fondato sospetto che l’impiegata fosse in possesso di un buon numero di cartellini.
Le storie si susseguono e si rincorrono come quella che vuole un altro giovane impiegato sdraiato al sole della spiaggia di Marina di Modica e rientrato in tutta fretta, ma inutilmente, in città dove ha trovato sbarrate le porte di ingresso di palazzo S. Domenico. Il dato più vero del dopo blitz è la ricerca immediata di avvocati in città che sono stati subito incaricati dai loro clienti di seguire il caso visto che a breve gli interessati saranno chiamati a rendere le loro controdeduzioni agli ufficiali della polizia giudiziaria.
Certo è che a palazzo S. Domenico le porte degli uffici sono rimaste chiuse, pochi gli impiegati nei corridoi e la timbratura dei cartellini è stata osservata in modo puntuale tra le 13.45 e le 14 con una fila insolitamente silenziosa e lunga. Sul caso è intervenuto in forma ufficiale il sindaco Antonello Buscema che rivendica alla sua amministrazione l’emanazione in tempi non sospetti di due circolari contenenti le direttive sulla rilevazione delle presenze e sulla fruizione dei riposi compensativi.
Il sindaco resta in attesa degli esiti dell’indagine, si dice convinto della correttezza e della abnegazione di gran parte degli impiegati, ma non intende fare sconti a quanti si saranno resi responsabili di gravi regolarità. «Applicherò rigorosamente le sanzioni previste dalla legge –dice Antonello Buscema- Nessuna tolleranza verso chi ha danneggiato l’immagine dell’ente e mancato di rispetto verso gli stessi suoi colleghi che garantiscono i servizi alla città».
Otto comuni della provincia di Ragusa sono sotto l’attenzione della Guardia di Finanza. Il Nucleo operativo di Ragusa sta infatti passando al setaccio i documenti contabili dei comuni di Chiaramonte, S. Croce, Giarratana, Monterosso, Comiso, Modica, Pozzallo ed Ispica. Le verifiche sono state avviate per l’uso improprio di strumenti di finanza derivata attivati con il denaro pubblico.
E’ stata infatti questa la scelta delle amministrazioni comunali nel mirino della Guardia di Finanza che negli anni 2005-2008 hanno fatto ricorso ai derivati, i cosiddetti swap, ovvero contratti che modificano in modo significativo il profilo temporale dei pagamenti per interessi sul debito pubblico rimandando le spese ed anticipando le entrate.
I contratti Swap sarebbero dunque un artifizio finanziario che ha tramutato un sistema a tassi fissi in uno a tassi variabili con ricadute dannose per i bilanci dei comuni che vi hanno fatto ricorso.
I controlli per alcuni comuni della provincia non si limitano solo a quelli avviati dalla Guardia di Finanza visto che anche la Corte dei conti indaga sui bilanci di 19 comuni siciliani. Tra questi anche Pozzallo, Comiso e Modica dove un funzionario della ragioneria generale dello Sato ha effettuato la sua indagine.
Sono prospettabili le ipotesi di reato di truffa aggravata e falso ideologico a carico dei 36 dipendenti del comune di Modica e dell’Azienda sanitaria provinciale 7 di Ragusa indagati nell’ambito del blitz antiassenteismo di Guardia di finanza e Polizia. Ma il numero degli indagati è destinato ad aumentare, visto che le indagini sono ancora in corso.
Sono stati sequestrati due personal computer, incartamenti, tabulati, registri delle presenze e tesserini elettronici. E’ stata altresì effettuata una perquisizione nell’auto di un dipendente del centro unico di prenotazione (Cup) dell’Asp 7, ubicato nel palazzo di vetro di via Aldo Moro. Il blitz è stato effettuato martedì pomeriggio, dalle 15,05 alle 17 circa, in un’operazione congiunta tesa ad accertare eventuali negligenze dei dipendenti sul posto di lavoro, a cominciare dalle assenze ingiustificate durante l’orario d’ufficio.
A fronte di 68 impiegati che sarebbero dovuti in quel momento essere fisicamente presenti negli uffici comunali di palazzo San Domenico, come dalla rilevazione dei tabulati delle presenze, solo 43 sono stati identificati e trovati regolarmente sul posto di lavoro da finanzieri e poliziotti. Alcuni di questi dipendenti sono stati trovati in possesso di dieci tesserini elettronici, o badges, regolarmente timbrati, appartenenti a dipendenti comunali non presenti nella sede del comune al momento del blitz. I tesserini elettronici pertanto sono stati sottoposti a sequestro penale.
Un corposo fascicolo con i dati e le testimonianze raccolti dalle forze dell’ordine sono stati inviati alla procura, che dovrà adesso valutare le posizioni dei singoli dipendenti che non sarebbero stati trovati in ufficio quando invece ci sarebbero dovuti essere. Pare che per alcuni impiegati le responsabilità potrebbero risultare marginali, in quanto si sarebbero allontanati dalle rispettive scrivanie solo per comprare qualcosa da mangiare prima di tornare in ufficio.
Martedì e giovedì sono difatti le giornate di rientro pomeridiano. Per questi dipendenti non dovrebbe scattare nessuna sanzione, a differenza degli altri impiegati trovati invece in possesso dei badges di altri colleghi per timbrarli al loro posto, circostanza questa rigorosamente vietata dalla legge. Gli impiegati sono stati sentiti dalle forze dell’ordine in merito all’atipica circostanza.
All’esterno di palazzo San Domenico sono stati inoltre identificati dalle Fiamme gialle e dagli agenti del commissariato circa una ventina di impiegati, la cui posizione risulta attualmente al vaglio della magistratura. Come accennato, la Polizia ha altresì effettuato un ulteriore blitz, in contemporanea a quello della sede del comune, nel palazzo di vetro di via Aldo Moro, di fronte all’ospedale Maggiore, dove ha sede il Cup, alle dirette dipendenze dell’Asp 7. In questo caso, a fronte di 29 tra impiegati e medici che sarebbero dovuti essere in servizio, solo 17 sono stati trovati dagli agenti nei rispettivi uffici.
Due impiegati, peraltro, sono stati trovati in possesso di sei badges appartenenti ad altri dipendenti, al momento del controllo risultati assenti dal posto di lavoro. Successivamente si è proceduto alla verbalizzazione delle dichiarazioni degli indagati, mentre altri colleghi sono stati sentiti dai poliziotti in qualità di persone informate sui fatti, per i successivi approfondimenti investigativi. Le indagini, che proseguono in queste ore, sono coordinate dal procuratore capo del tribunale Francesco Puleio e dal sostituto procuratore Gaetano Scollo.
| In via Vittorio Veneto | |
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La donna, per via della giornata molto primaverile, ha sentito caldo e ha cercato di aprire un finestrino che poteva essere azionato solo elettronicamente. Ha pensato di attivare il quadro generale ed invece ha praticamente messo in moto l’autovettura che aveva la retromarcia innestata. Il veicolo si è spostato trasversalmente percorrendo un centinaio di metri prima di finire contro un palo della segnaletica stradale di Piazza Corrado Rizzone. Fortuna ha voluto che in quel momento non ci fossero pedoni ad attraversare la strada e nemmeno sopraggiungessero altri mezzi. |
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Ragusa - Ieri, presso la Casa Circondariale di Ragusa, un detenuto è andato in escandescenze ed ha aggredito il personale di Polizia Penitenziaria in servizio di vigilanza. Si è reso necessario immobilizzarlo, ma nella fase concitata dell’azione, 3 Agenti hanno riportato lesioni. Due di essi (un Ispettore ed un Assistente) hanno dovuto ricorrere alle cure del pronto soccorso dell’Ospedale Civile di Ragusa, e sono stati dichiarati guaribili in 20 giorni.

