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Modica - La relazione contenente la verifica amministrativo – contabile nel Comune di Modica inviata all’ente dal Ministero dell’Economia e delle Finanze – ispettorato generale di finanza- il 26 gennaio u.s. è stata al centro di una conferenza stampa tenutasi stamani a Palazzo San Domenico.
Presente il Sindaco, Antonello Buscema, gli assessori al Bilancio, Giuseppe Sammito, al personale, Silvio Iabichella, allo Sviluppo Economico, Nino Frasca Caccia, alla Ecologia, Tiziana Serra. I consiglieri Carmelo Scarso dell’Mpa e Enzo Roccasalva del PD.
E’ stato il Sindaco a snocciolare argomenti e numeri oggetto della relazione, frutto di un’ispezione, richiesta dal Ministero della Funzione Pubblica, effettuata dalla dr.ssa Maria Rita Longo dal 7 al 27 settembre dello scorso anno. Gli atti prodotti riguardano un lasso di tempo che va dal 2005 al 2008 e i rilievi riguardano:
la inosservanza delle disposizioni dettate dalla legge finanziaria 2005 in tema di rideterminazione di pianta organica; l’assenza del regolamento per l’affidamento degli incarichi esterni e mancato invio del disciplinare alla Corte dei Conti; illegittimità degli atti di conferimento di incarichi esterni;inosservanza degli adempimenti previsti in materia di “Anagrafe delle Prestazioni” del dipartimento della Funzione Pubblica; illegittimità degli atti dirigenziali di attribuzione di mansioni superiori; illegittimità delle assunzioni effettuate tramite selezione interna e infine inosservanza delle disposizioni sulla mobilità per eccedenze di personale.
Il danno erariale solo per illegittimità nei provvedimenti di conferimento di incarichi esterni e le mansioni superiori supera i 350 mila euro.
Il Sindaco ha voluto, però, puntualizzare che la relazione non è una sentenza e quindi sulla presunzione del giudizio gli uffici stanno effettuando le verifiche perché i rilievi possano avere un riscontro sugli atti di riferimento.
E’ chiaro che ove dovessero emergere conferme ai rilievi l’ente sarà consequenziali promuovendo correttivi con atti di autotutela al fine di sanare le condizioni dichiarate illegittime, o carenti sul paino della motivazione.
C’è un solo atto del 2009 che si riferisce al mancato invio, di una determina del dirigente del V settore, alla Corte dei Conti e la mancata pubblicazione del nominativo sul sito WEB e all’anagrafe delle prestazioni della F.P.

Modica - La Procura della Repubblica di Modica ha disposto il dissequestro dei cani balzati agli onori della cronaca nazionale a seguito dei fatti di Punta Pisciotto, a Sampieri. Gli animali, all’epoca, erano stati affidati in custodia giudizialedue cooperative, la Maya e la Dog Professional, di Santa Croce Camerina e Chiaramonte Gulfi, che li hanno mantenuti per tutti questi mesi. A seguito del provvedimento della magistratura modicana, i cani, cinquanta in tutto, sono stati ora affidati al sindaco di Scicli, Giovanni Venticinque, il quale, chiaramente, li lascerà in custodia alle due cooperative con il conseguente accollo delle spese da parte Comune. Nel frattempo il consulente tecnico d’ufficio Mchele Panzera, Ordinario di Etologia Veterinaria e Benessere degli animali dell’Università di Messina, incaricato lo scorso mese di luglio dall’allora Sostituto Procuratore della Repubblica, Maria Letizia Mocciaro, che conduceva l’indagine, ha consegnato le sue conclusioni per cui adesso si dovranno attendere le determinazioni dei nuovi magistrati che, nel frattempo, hanno sostituito sia la Mocciaro che l’ex Procuratore della Repubblica, Domenico Platania. Panzera ha effettuato dei sopralluoghi presso le due strutture Alla Maya erano stati dati in custodia giudiziale 35 animali, il resto erano stati affidati alla Dog Professional, ed appartenevano, secondo gli inquirenti allo sciclitano Virgilio Giglio. I cani più feroci, cinque o sei, quelli che il 15 marzo uccisero il piccolo Giuseppe Brafa, si trovano nel canile presso la cooperativa Maja. Furono definiti all’epoca inferociti e mordaci. Tra questi c’era anche la capo- branco che, quando il Ctu si recò per la perizia si era mostrata ancora non doma. Allo stato attuale nell’inchiesta risultano indagate diciannove persone.
Palermo. Due persone sono morte in un incidente stradale, a Castellammare del Golfo (Trapani), lungo la 'bretella' che porta all'autostrada A-29.
Sul posto c'é la polizia stradale che sta cercando di ricostruire la dinamica dei fatti.
Le vittime sono Mariano Asaro, 60 anni, di Castellammare del Golfo, chirurgo al Policlinico di Palermo e Alessandro Messana, 48 anni, di Alcamo, imprenditore. I due viaggiavano, rispettivamente, su una Lancia Musa e su una Porsche Carrera. Le auto, che procedevano in senso opposto, si sono scontrate frontalmente a velocità molto elevata e, nell'impatto, sono andate distrutte.
Modica -Un comitato promotore di otto persone in rappresentanza di enti e associazioni di categoria ed una calendarizzazione degli incontri per Chocobarocco 2010 dal 16 al 18 aprile; è quanto scaturito al termine di un vertice nella sala Spadaro di Palazzo San Domenico.
Il marchio Chocobarocco sarà ancora il simbolo della manifestazione e il Consorzio, lo mette a disposizione dell’evento ed il prossimo anno lo cederà alla Fondazione, che sarà intanto costituita e che si occuperà della organizzazione delle manifestazioni future. Dal punto di vista pratico il Comune dovrebbe farsi carico dell’organizzazione dell’evento mentre la promozione sarà affidata ad un’agenzia specializzata. Entro lunedì sarà definito il budget e sulla scorta di questa indicazione il comitato, che tornerà a riunirsi lunedì 8 febbraio alle ore 11.00 a Palazzo San Domenico, stilerà un progetto.
Il Presidente della Camcom, Pippo Tumino, intervenendo, ha continuato a dire che la comunità europea ha dichiarato fattibili le concessioni dell’IGP o della STG per il cioccolato di Modica e che il problema rimane il Ministero. Comunque il 18 febbraio a Roma si terrà un convegno sul cioccolatoe Modica sarà presente a quell’appuntamento con il Sindaco.
Il CTCM conferma la propria disponibilità a mettere a disposizione il marchio per la manifestazione “CHOCOBAROCCO”, giusta deliberazione del Direttivo di FINE CHOCOLATE del 25.01.2010, precisando che l’evento di promozione e valorizzazione del Cioccolato di Modica non potrà in alcun caso non tener conto delle volontà degli artigiani, produttori di cioccolato e soci, sia del Consorzio di Tutela che di Fine Chocolate Organization, come peraltro espressamente comunicato al Sindaco di Modica da Fine Chocolate con la nota del 29 gennaio scorso.
"Fine Chocolate Organization -riporta una lettera del presidente del consorzio di Tutela del cioccolato artigianale di Modica, Spinello- è nata sotto l’egida di CNA Alimentare e dell’IILA (Itituto Italo – Latino Americano) con l’obiettivo di promuovere, in Italia e all’estero, il cioccolato artigianale di alta qualità favorendo lo sviluppo di una filiera corta del cioccolato, mettendo in relazione diretta i produttori di cacao e i maestri cioccolattieri.
Fra l’altro la Fine Chocolate Organization,a differenza di altri soggetti, per poter meglio e in maniera assolutamente trasparente e non lucrativa sviluppare progetti equo solidali si è dotata di un soggetto giuridico: la Fund Cocoa Organization Onlus.
Il CTCM , non appena l’Amministrazione Comunale, che ha assunto tale impegno, definirà e comunicherà il budget della manifestazione, riunirà nella giornata di Lunedi 1 febbraio il proprio CDA al fine di determinare le indicazioni da fornire al Comitato in ordine alla organizzazione e promozione dell’evento".
Il CTCM sottolinea che in ogni caso le procedure relative alla selezione dei soggetti coinvolti nella organizzazione e promozione dell’evento dovranno essere di evidenza pubblica.
Spinello ribadisce che la promozione del Cioccolato di Modica deve preliminarmente concentrarsi nella tutela del prodotto e dei produttori perseguendo l’obbiettivo del riconoscimento del marchio comunitario IGP, nella cui direzione si stanno concentrando gli sforzi di tutti i soggetti istituzionali a vario titolo coinvolti.

Dieci cittadini americani, cinque uomini e cinque donne, sono stati fermati dalle autorità di Haiti al confine con la Repubblica Dominicana con l'accusa di voler "rubare" da Haiti 33 bambini di età compresa tra i due mesi e i 12 anni. I dieci americani sono stati posti in stato di arresto dalla polizia haitiana e si trovano ora a Port au Prince. Secondo alcuni media americani, che citano fonti vicine alla polizia di Haiti, vi sono "ragionevoli sospetti" che i fermati volessero espatriare illegalmente perché coinvolti in un traffico di bambini riguardante adozioni illegali. Una delle donne arrestate, che dice di essere originaria dell'Idaho e di essere la leader di un gruppo umanitario denominato New Life Children's Refuge, ha negato le accuse. Tuttavia secondo quanto riferito dalle autorità haitiane i dieci non hanno alcun documento con sé per provare che i bambini rientrano in adozioni regolari. "Qui non siamo di fronte ad un'adozione, qui siamo di fronte a un furto" ha dichiarato uno dei funzionari haitiani.

Venti minuti di faccia a faccia tra Silvio Berlusconi e Veronica Lario, ieri davanti al giudice del tribunale civile di Milano, per l'udienza di conciliazione, svoltasi in Prefettura per evitare sguardi curiosi. Ben più lungo, cinque ore, il confronto tra i quattro legali che assistono il premier (tra i quali Niccolò Ghedini e la sorella Ippolita) e l'avvocato della Lario, Cristina Morelli. La notizia é in apertura del Corriere della Sera.
Il quotidiano di via Solferino racconta di un memoriale presentato dai legali di Berlusconi "articolato", nel quale "sul fronte dell'infedeltà anche a Veronica non si fanno sconti. Un modo per dimostrare che l'addebito richiesto dalla moglie del premier sarebbe ingiustificabile e quindi anche le sue richieste economiche", che il Corriere quantifica in "43 milioni di euro l'anno, poco più di tre milioni e mezzo al mese". La controfferta è stata di 200 mila euro mensili - scrive il quotidiano -. Vista la sproporzione tra le due cifre, "i margini di un accordo sembrano esigui". La prossima udienza sarebbe fissata a Marzo.
GIUDICE: PRESA OGNI CAUTELA PER LA PRIVACY - "Avevo adottato tutte la cautele possibili per mantenere la privacy e sono, quindi, molto amareggiata e dispiaciuta che, il giorno dopo, la vicenda sia apparsa sulla stampa. La mia linea è quella di non parlare". E' quel che si è limitata a dire Gloria Servetti, presidente della nona sezione civile del Tribunale di Milano, davanti al quale ieri pomeriggio si è tenuta in Prefettura la cosidetta udienza di conciliazione nell'ambito della causa di separazione tra Veronica Lario e Silvio Berlusconi. Nel corso dell'udienza, durata cinque ore e che si sarebbe svolta in un clima sereno e tranquillo, prima, come prevede la legge, è stata sentita Veronica Lario da sola, poi il premier da solo e, infine, la coppia con i loro legali, Cristina Morelli, per la signora, e Ippolita e Niccolò Ghedini per il presidente del consiglio che è anche assistito dall'avvocato Cristina Rossello. Gloria Servetti, che più volte si è detta "amareggiata e dispiaciuta" nel ribadire che aveva adottato tutte le cautele possibili per mantenere nel più stretto riserbo la causa di separazione tra il capo del governo e sua moglie, ha precisato che addirittura "nessun giudice della sua sezione, né la cancelleria, né i miei familiari erano al corrente della pendenza del procedimento né sapevano quelli che sarebbero stati i miei impegni di ieri pomeriggio". Il giudice, comunque, riferendosi al suo ufficio ha aggiunto che "la nostra riservatezza è totale per il rispetto delle persone, chiunque esse siano, perché queste sono vicende private e cariche di sofferenze". Da quanto si è saputo, la scelta della Prefettura e non del Tribunale (dove è già accaduto che il sabato pomeriggio, per mantenere la privacy, si celebrassero udienze di separazione di personaggi noti) è stata fatta per una questione, oltre che di riservatezza, soprattutto di sicurezza in quanto dopo l' aggressione in piazza Duomo lo scorso 13 dicembre le preoccupazioni per l' incolumità del premier sarebbero aumentate. Anche l'avvocato Cristina Rossello, legale di Veronica, mantiene la linea del silenzio: `'Non voglio dire nulla - ha detto con tono secco - come ho sempre fatto con le cause che tratto".
Ci sono 488 lavoratori precari che attendono mesi di stipendio. I 250 addetti delle cooperative sociali sono in arretrato di almeno cinque mesi, altrettanto per i 110 della Multiservizi, quattro mesi per i 107 contrattisti, tre mesi ciascuno per i 14 della refezione scolastica ed i sette operatori ecologici a tempo determinato. Per uscire dalla emergenza cronica il sindacato autonomo Isa ha chiesto al sindaco Antonello Buscema un tavolo tecnico per affrontare in modo compiuto il caso dei lavoratori costantemente in arretrato che assicurano comunque servizi e prestazioni.
Gli scioperi estemporanei sono sempre dietro l’angolo, l’ultimo caso quello dei lavoratori della Multiservizi che hanno lasciato a piedi 200 bambini, ma l’amministrazione nonostante gli sforzi fatti non riesce a recuperare. Il prossimo sciopero annunciato è quello della Multiservizi per la prossima settimana. «Serve una concertazione globale rispetto alla superficialità con la quale è stata finora affrontata la questione» dice Giorgio Iabichella del sindacato Isa.
Gli studenti sono ritornati in buona parte a casa mentre il resto è arrivato tardi a scuola
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Duecento bambini delle scuole dell’obbligo sono rimasti ad attendere sotto la pioggia i pullmini del servizio scuolabus. E’ stato l’effetto dello sciopero voluto dal personale della Multiservizi che ieri si è astenuto dal lavoro ed ha preferito invece radunarsi in assemblea a palazzo S. Domenico. Tra questi gli autisti e gli assistenti dei pullmini del servizio scolastico che hanno colto impreparati sia le famiglie sia l’amministrazione. Gli studenti sono ritornati in buona parte a casa mentre il resto è arrivato tardi a scuola avendo dovuto attendere qualche familiare disponibile per essere accompagnato alle lezioni.
«Solidarietà massima ai lavoratori per le loro rivendicazioni –dice l’assessore alla Pubblica Istruzione Antonio Calabrese- Non è tollerabile per nessuno tuttavia che si creino disservizi e disagi senza un minimo di comunicazione». I lavoratori della Multiservizi, ormai in fase di smantellamento, devono percepire cinque mensilità ed ieri hanno deciso di attuare la loro protesta. Hanno incontrato l’amministratore unico, Giovanni Giurdanella, che ha loro spiegato che già da oggi dovrebbe essere disponibile un mandato per il pagamento di una mensilità.
Il sindaco Antonello Buscema ha anche annunziato che grazie alle disponibilità della anticipazione di cassa nelle prossime settimane dovrebbe essere possibile pagare altre due mensilità. I lavoratori sono tuttavia molto esacerbati per una condizione che non li lascia tranquilli non solo per i mancati emolumenti ma anche per il loro futuro occupazionale. Un ulteriore incontro chiarificatore con l’amministratore unico ha portato i lavoratori a più miti consigli e lo sciopero annunciato anche per oggi dovrebbe essere sospeso anche se la situazione resta molto fluida. La Cgil da parte sua ha annunciato una giornata di sciopero per il sette febbraio se l’amministrazione non dovesse far fronte ai propri impegni.
Il leader modicano finirà la legislatura e annuncia la prossima candidatura. «Il partito del Sud imita quello del Nord, sono una malattia non la cura»

La terza Repubblica, la terza giovinezza, il terzo «forno». Giuseppe Drago (nella foto) ha ancora un posto in prima fila. Tirato a lucido, con quell’astuzia vigile e sottile che aveva smarrito a metà maggio del 2009, capelli più bianchi che grigi, purtroppo, ma con un matrimonio e un altro figlio da poco arrivati. Meno codazzo attorno, puntualità svizzera all’appuntamento per l’intervista (sic!), solito aplomb, stesso fisic du rol sebbene le 55 primavere, passione politica rinvigorita. Ieri e oggi con l’Udc, domani con il Partito della Nazione. «Non per fare un altro soggetto politico del Sud- dice subito a scanso d’equivoci – ovvero un’altra malattia come il partito del Nord o quello di Sicilia da poco nato. L’Italia è una e la regione Sicilia non è feudo catanese o palermitano, ma un territorio plurale».
I primi compagni di viaggio sono Adornato, i popolari di Antonio Borrometi, Rutelli, tutti i moderati che ci stanno, coloro che non si vogliono farsi stritolare dalla forza di gravità di Nino Minardo, dall’astrattezza autonomista, dal lealismo leontiniano. «E anche movimenti singoli- s’allarga Drago- quelli che non stanno bene nel centrodestra e nel centrosinistra e che non condividono il bipolarismo. A questi dico, venite, c’è posto per tutti».
Onorevole Drago, l’ultima volta che l’ho intervistata stava per diventare vice ministro. Poi il tunnel con quella sentenza e l’interdizione perpetua. Lei ha sette vite come i gatti e tanta voglia di riprendersi il centro del ring in politica?
«E’ successo che nella mostruosità della sentenza l’interdizione perpetua non c’è più perché la Corte d’Assise di Palermo ha determinato che essa era solo temporanea: solo 2 anni e 9 mesi a partire dal mese di maggio 2009. Ho fatto ricorso in Cassazione in quanto anche questa sentenza è in contrasto con sentenze precedenti. Il che significa che conservo il mio status di parlamentare fino a quando la Cassazione non deciderà definitivamente. E le dico di più: quand’anche dovesse essere confermata la condanna a 2 anni e 9 mesi assicuro che sarò candidato per la prossima legislatura. Un’ingiustizia a metà. L’interdizione perpetua è stata una forzatura interpretativa da chi ha letto la sentenza con lenti deformate».
Drago riabilitato, dunque, ma il problema della questione morale resta, è sotto gli occhi di tutti e non risparmia nessuno. Con quale candore si entra nella Terza Repubblica?
«Chiedo a me per primo 3 requisiti fondamentali per realizzare questi progetti: capacità critica; tensione ideale; grande rigore morale. Solo con questi requisiti possiamo recuperare la credibilità della gente e della politica».
Totò Cuffaro è stato condannato anche in secondo grado. Questo non finisce per rafforzare l’asse Mpa –Pd?
«Non credo che ciò abbia ripercussioni politiche, perché i siciliani sanno che Cuffaro non è mafioso e che il 67% lo rivorrebbe presidente della Regione».
Quanto durerà il governo Lombardo?
«Arriverà alla fine naturale della legislatura, anche se ammetto che se continua così non è un bene. Tutte le contraddizioni stanno venendo al pettine, basta chiedere alle famiglie. Come Udc ci stiamo facendo carico di confrontare associazioni e forze sociali per un progetto alternativo a questo governo, che vuole avere le caratteristiche di una mobilitazione dal basso per una nuova grande Sicilia. La provincia iblea può essere il paradigma per la Sicilia».
State allestendo un contenitore da riempire. Andiamo per gradi tenendo conto di una crisi che ha ridotto sul lastrico quella famiglia che è stato il cavallo di battaglia dell’Udc.
«Il mondo è cambiato e la crisi globale è drammatica. Una crisi che offre opportunità se si sa leggere e se si è disposti a mettersi in discussione. Dobbiamo confrontarci sul fenomeno internet e sui prodotti finanziari tenendo in mente 3 concetti: ambiente, energia, salute (biotecnologia). Passiamo dall’iperconsumismo all’insoddisfazione totale. E quindi dobbiamo tornare al risparmio, non quello di essere avari. Quattro livelli di risparmio: acqua (perché quella potabile deve finire nei water?), energetica (il sistema dei rifiuti), farmaci (spesa sanitaria), terreno (ambiente)».
E’ finito il berlusconismo? C’è Casini dopo il Cavaliere?
«Con quali alleanze? Il berlusconismo ha favorito l’iperconsumismo e il populismo di destra che ha avuto consenso; dall’altra parte il populismo di sinistra ha favorito i grandi circuiti finanziari. I due bipolarismi hanno fatto emergere il Nord (la Lega) e hanno impoverito il Meridione. Abbiamo avuto un governo a trazione nordista. La nascita del Partito del Sud è l’esatta imitazione della Lega al Nord».
Fra questi c’è il partito della Nazione, ovvero il terzo «forno»?
«Rispetto a questi due pericoli noi ricerchiamo un processo di rigenerazione dell’identità nazionale. Siamo una forza politica che esalti il territorio e faccia come proposta propria il superamento delle due Italie mettendo al centro una sola Italia. Non più contrapposizione ma unità».
Processo breve, favorevole o contrario?
«E’ doveroso da parte del Parlamento preservare le più alte cariche dello Stato durante la legislatura. Però serve una vera riforma della giustizia, che non può essere equiparata al processo breve, in quanto non risolve il problema».
Consorzio universitario. Lei è stato presidente. Mauro si dimette o no?
«In questa provincia, non mi stanco di dirlo, c’è crisi di leadership. Il problema del Consorzio non è la durata del Consiglio d’amministrazione, ma capire cosa fare rispetto agli altri atenei. E’ inutile avere alcuni corsi universitari a Ragusa quando Catania si raggiunge in meno di un’ora. Guardiamo più lontano e pensiamo ai masters o ai corsi di specializzazione post laurea. Servirebbero non solo ai nostri laureati ma anche a quelli di tutta la Sicilia. Riflessioni del genere richiedono coraggio e analisi fredde. In questo momento non c’è nessuno che pensa a queste cose. Non c’è leadership».
Ragusa - L’agricoltura è il comparto che (forse) più degli altri soffre lo stato di crisi generale. Giovedì scorso il tavolo tecnico provinciale sull’agricoltura ha determinato di chiedere un incontro urgente con l’assessore regionale alle Politiche agricole Titti Bufardeci, per avviare tutte quelle misure previste a sostegno delle aziende agricole e degli agricoltori. “Tra queste- spiega il consigliere provinciale dell’Udc Bartolo Ficili (nella foto) la ristrutturazione del debito e delle
passività”.
“Bisogna fornire agli operatori del settore – afferma Ficili – un quadro di sintesi più chiaro dei vari provvedimenti ed aiuti previsti sia dalla Regione, sia dai vari enti locali. Ciò perché si rischia di creare una confusione che rende più difficile la corretta informazione e l’accesso a questi strumenti che, in un momento di grande crisi del settore agricolo, possono essere di notevole aiuto agli stessi agricoltori. Dunque chiedo, in particolare all’assessore provinciale all’Agricoltura Enzo Cavallo ed allo staff dell’assessorato, di creare uno strumento di informazione chiaro e di semplice consultazione che possa essere largamente e velocemente diffuso tra tutti gli agricoltori. Questo per rendere più efficaci tutti gli aiuti messi in campo dai vari enti e, nel contempo, rendere immediatamente attivi gli interventi finanziari a favore delle aziende agricole, dando loro un urgente sollievo nella fase di attuale, grave, criticità economica”.
Modica - Un’altra settimana piuttosto agitata al comune di Modica, non tanto e non solo per le emergenze vertenziali che restano all’ordine del giorno ma anche e soprattutto per vicende tutte politiche e che rimettono in vetrina meccanismi che probabilmente, non sono mai finiti. Come ad esempio le incertezze nel Consiglio comunale, che le opposizioni attribuiscono alla responsabilità del presidente Paolo Garofalo, ancora una volta nel mirino della minoranza per la gestione dei lavori.
L’episodio di giovedì sera, con il “giallo” della mozione di Nino Gerratana sul condono delle multe, bocciata nonostante la storia del consesso insegni che, in circostanze simili essa sarebbe passata, ha un’altra volta determinato frizioni. E questo perché il presidente, a detta del PdL in questo caso e del suo capogruppo Luigi Carpenzano, difetterebbe di decisionismo nel momento in cui c’è da far pendere il piatto della bilancia verso le opposizione e ne abuserebbe quando invece c’è da difendere la sua maggioranza. Una sorta di mancanza di equilibri cui invece la carica istituzionale dovrebbe sempre sottendere.
Carpenzano parla di inadeguatezza al ruolo di Garofalo, palesata e conclamata ed afferma che quando il PdL disse “no” alla sua rielezione a presidente del consiglio, non significava arrogarsi scelte di un presidente amico ma piuttosto vedere in Vito D’Antona o Carmelo Scarso, uomini d’espreienza dello schieramento di maggioranza ma figure in grado di gestire meglio di Garofalo i lavori del consiglio. Un concetto che Carpenzano ribadisce ancora, affermando sostanzialmente che alla prima occasione utile (ovvero la diatriba tra segretario generale, sindaco, Gerratana, maggioranza ed opposizioni) sulla mozione dell’esponente del suo partito, Garofalo c’è ricascato, sospendendo il consiglio, rinviandolo e non dando ragione, come prassi voleva, a Gerratana.
Insomma semmai ci sai stata serenità nell’emiciclo di palazzo San Domenico, essa è durata un baleno o poco meno; ed è sicuro che da giovedì prossimo, quando si riprenderà da dove si è burrascosamente interrotto 48 ore fa, il clima sarà come la lava dell’Etna: incandescente
Modica - Una maxi retata contro l’immigrazione clandestina è stata condotta alle prime ore del mattino dai Carabinieri della Compagnia di Modica nei centri storici di Modica e Scicli. Sono state passate al setaccio decine di abitazioni al cui interno, come sospettato dagli investigatori e poi segnalato da diversi residenti, risiedevano diversi ragazzi di cittadinanza maghrebina dediti, verosimilmente, al lavoro nelle numerose aziende agricole dell’area sciclitana.
Al termine del servizio, in cui sono stai impiegati oltre 20 carabinieri, 7 ragazzi sono stati fermati e condotti in caserma per gli accertamenti di rito a seguito dei quali sono scattate le manette per 2 giovani tunisini inottemperante al Decreto di espulsione emesso nei loro confronti nei mesi passati.
Al tempo stesso, per i loro 5 connazionali - risultati clandestini - sono stati emessi altrettanti Ordini di espulsione dal territorio italiano.
Ora al vaglio degli inquirenti resta la posizione dei proprietari delle case che, appena identificati, saranno denunciati per favoreggiamento della clandestinità.
Le 3 cartucce di fucile da caccia calibro 12 sono state trovate sul posto macchina nella dirigente. Predisposta una rete di protezione dalla Prefettura. Attestati di solidarietà arrivano dal vice presidente Antimafia Fabio Granata e da molti esponenti politici locali
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«Sono molto amareggiata, non è un momento bello per Ragusa. Se accolgono così le persone che lavorano per la bellezza di questo territorio e perché esso si regga sulle proprie gambe, è veramente un brutto momento. Ipotesi? Dico solo che sul parco degli iblei c’è stata molta cattiva informazione. Il dibattito e le polemiche hanno esarcebato gli animi eccessivamente».
La sovrintende di Ragusa Vera Greco (nella foto) è donna di temperamento forte. Le tre cartucce di fucile da caccia calibro 12 sistemati davanti all’ufficio sul posto dove parcheggia la macchina l’hanno turbata ma non fiaccata. «Giovedì sera sono andata via alle 19 e non c’era niente- racconta la sovrintendente- stamattina alle 8 li ho trovati sistemati a terra e bene in vista. E’ qualcuno che conosce pure i miei orari. Devo ringraziare le istituzioni, la Prefettura per tutte, che si sono subito strette attorno alla mia persona».
Le indagini vengono svolte dai carabinieri del Comando provinciale. Attorno a Vera Creco è stato predisposto un servizio di vigilanza particolare. Così come quello attuato nei confronti di Giovanni Cultrera, presidente Iacp alle prese con gli sfratti degli abusivi.
Proprio giovedì Vera Greco aveva partecipato alla riunione tenutasi presso la sede della Soprintendenza e coordinata dall’architetto Calogero Rizzuto sulla questione del «lotto minimo». La dirigente s’era dichiarata insoddisfatta dell’andamento del dibattito perché i partecipanti non avevano riservato grande interesse verso il piano paesaggistico totale.
Appare scontato che le indagini degli inquirenti saranno orientate verso l’attività istituzionale della dirigente della Sovrintendenza, con particolare riguardo al piano paesaggistico, alla regolamentazione della realizzazione degli impianti fotovoltaici e al parco degli iblei.
Appena la notizia s‘è sparsa nei confronti di Vera Greco sono arrivate attestazioni di stima e solidarietà. Primo fra tutti, Giovanni Iacono di Italia dei Valori, che ha stigmatizzato il grave episodio di cui è rimasta vittima la dirigente impegnata nel delicato compito della concertazione del piano paesaggistico e del parco degli iblei.
Subito dopo il parlamentare del Pdl-Sicilia Nino Minardo: «Si tratta di un atto grave nei confronti di una donna impegnata quotidianamente per il nostro territorio. Nella piena convinzione che il suo impegno è veramente determinante, anche ai fini del rispetto della trasparenza e della legalità all’interno del territorio provinciale la invito a proseguire con professionalità e correttezza nel suo encomiabile lavoro come ha sempre dimostrato».
E poi ancora Giuseppe Mustile del Sel e il commissario regionale del Mpa Enzo Oliva. Per ultimo, in ordine di tempo, il deputato Pdl Fabio Granata, vice presidente della Commissione nazionale Antimafia. «Esprimo il vivo sdegno e la ferma condanna per il vile atto intimidatorio di cui è stata vittima la Soprintendente ai Beni Culturali di Ragusa, Vera Greco, e Le confermo la vicinanza, in questi momenti difficili, delle Istituzioni regionali e nazionali. La qualità del lavoro svolto fino ad oggi dalla dottoressa Greco, unita alle sue doti morali ed umane, necessitano una pronta risposta degli inquirenti e delle istituzioni. Per tale ragione ho già contattato il Comandante provinciale dei Carabinieri di Ragusa, raccomandando la massima vigilanza sulla vicenda ed ho già preannunciato una mia visita ufficiale alla Soprintendenza iblea, nel corso della quale esprimerò tutta la vicinanza delle istituzioni e della Commissione nazionale Antimafia».
Feriti un uomo di 31 anni, A.F., e la moglie, L.R., di 27, entrambi ispicesi
Un uomo di 31 anni, A.F., e la moglie, L.R., di 27, entrambi di Ispica, sono rimasti feriti in un incidente stradale per un tamponamento avvenuto, per cause in via di accertamento, lungo la via Modica Ispica, nel quale sono rimaste coinvolte due autovetture.
In auto con loro c´era la figlioletta, una neonata di appena una settimana, per la quale i medici del pronto soccorso dell´ospedale Maggiore di Modica hanno deciso solo un giorno di prognosi, escludendo a suo carico lesioni e contusioni. I genitori guariranno in una settimana.
Padre, madre e figlia viaggiavano a bordo di una Volkswagen Passat che si è scontrata con una una Ford condotta da D.G., di 25 anni, di Modica. È intervenuta la polizia municipale, che indaga sulla dinamica dell´incidente.

Venti cassonetti bruciati nella notte. Ammonta a quasi cinquemila euro di danno l’azione vandalica che ignoti hanno consumato dando alle fiamme i contenitori in plastica di proprietà della ditta Giorgio Puccia che gestisce il servizio di raccolta dei rifiuti nel territorio comunale.
L’azione dei malviventi è scattata quasi contemporaneamente in ttutte le zone della città e della immediata periferia; cinque cassonetti sono andati alle fiamme in via S. Francesco d’Assisi, tre a Quartarella, , quattro a Zappulla, tre nella zona di via S. Cuore, uno in via Modica Scicli, S. Luca, Rassabbia, al Mauto. Una azione concentrica che ha risparmiato solo il centro storico della città ma che evdientemente è stata studiata a tavolino e portata a termine da mano diverse e da conoscitori del territorio. I capiturno della impresa hanno dovuto prendere atto di quanto successo all’avvio della raccolta nelle prime ore del mattino.
Si tratta di una azione certamente delinqeunziale che ha lasciato senza parole il titolare dell’impresa Giorgio Puccia «Non mi so spiegare quanto avvenuto, evidentemente c’è qualcuno che ci vuole male. Facciamo bene il nostro lavoro e questi sono i risultati» è l’unico commento del titolare che in mattinata ha presentato denuncia alla polizia.
Il sindaco Antonello Buscema dimostra tutta la sua inquietudine « La città è pulita, le maestranze vengono puntualmente pagate, non comprendo, serenamente, il movente di questa azione a delinquere. Sembra un’azione concertata e meditata a tavolino e di cui francamente non intravvedo gli scopi atteso che l’amministrazione continuerà a tenere una linea ferma e coerente rispetto a quella intrapresa con la nuova gestione RSU. Invito le forze dell’ordine a rafforzare l’azione di vigilanza nel territorio, soprattutto nelle ore notturne, al fine di scongiurare queste azioni a delinquere».
E’ la prima volta che si verifica in città una azione così eclatante e diffusa ed è per questo che preoccupa il clima che potrebbe crearsi se non vengono accertati in tempo le respnsabilità di quanto accaduto.

Modica - Interdizione perpetua dei pubblici uffici?Mai esistita.E la notizia?Fu un lancio Agi, sbagliato.Sissignora, sbagliato. E ripreso da tutti i mezzi di informazione senza la verifica del fatto, dove il fatto andava verificato, in Cassazione."Nella mostruosità della sentenza l’interdizione perpetua non c’è, non c'è mai stata, nè poteva esserci -spiega il deputato nazionale dell'Udc-.La Corte d’Assise di Palermo, che è competente a decidere la pena accessoria, ha determinato che essa era solo temporanea: solo 2 anni e 9 mesi a partire dal mese di maggio 2009.Ho fatto ricorso in Cassazione in quanto tale sentenza è in contrasto con sentenze precedenti che fanno giurisprudenza in materia. Ciò significa che conservo il mio status di parlamentare fino a quando la Cassazione non deciderà definitivamente. E le dico di più: quand’anche dovesse essere confermata la condanna a 2 anni e 9 mesi assicuro che sarò candidato per la prossima legislatura. Un’ingiustizia a metà. L’interdizione perpetua è stata una forzatura interpretativa da chi ha letto la sentenza con lenti deformate".
Modica - A pensarci bene ci troviamo davanti ad una situazione diventata insostenibile. In città non passa giorno che non ci sia un sit in, una protesta, uno sciopoero per chiedere il regolare pagamento del proprio stipendio.
Oltre cinquecento lavoratori precari e senza stipendi da mesi, facenti parte di cooperative, società municipalizzate e collegate, non riescono piu’ a trovare un motivo valido per continuare a lavorare.
A denunciarlo il sindacato Isa che nei prossimi giorni chiedera’ alle istituzioni, di voler immediatamente provvedere a istituire una concertazione globale, per tutte le categorie di lavoratori, pretendendo l’immediata soluzione dei problemi che stanno tagliando le gambe all’economia locale modicana.
“Pur apprezzando la disponibilità del Sindaco - ha dichiarato il segretario provinciale Giorgio Iabichella- a voler trovare delle soluzioni ad ognuno di queste centinaia di famiglie, non condividiamo i metodi utilizzati, troppo disorganizzati e confusi che danno adito a insicurezza.
Gia’ da stasera-conclude Iabichella- al Consiglio Comunale di Modica, saranno presenti rappresentanti di ogni categoria di lavoratori modicana che, in modo pacifico, vorranno chiedere alla Città che non si può più giocare con il “pane” delle loro famiglie.
Ed intanto, è stato proclamato lo stato di agitazione dei lavoratori della Modica Multiservizi a causa del mancato pagamento delle quattro mensilità maturate. A comunicarlo la Fp Cgil che dichiara per voce del suo segretario Salvatore Terranova che lo stato di agitazione appare necessario in quanto le interlocuzioni avute sia con l’amministrazione comunale che con l’amministratore unico della società non hanno sortito esiti positivi in termini di liquidazione di quanto dovuto al personale.
“Se entro un paio di giorni non si provvederà al pagamento di almeno una mensilità –comunica il sindacato-giorno 8 febbraio il personale dell’azienda sciopererà per l’intera giornata.”
Modica - I ladri delle slotmachines (e soprattutto del loro contenuto), sono tornati a colpire. Agiscono da almeno un anno e questa notte hanno preso di mira il Bar Di Natale a Modica. Ignoti hanno sfondato la porta finestra e si sono introdotti all’interno dei locali; con abilità hanno svuotato le macchinette dai soldi. Un’azione rapida e repentina; hanno agguantato il bottino e sono poi fuggiti. Insieme alle monete hanno portato via anche la macchina cambiamonete.
Non toccando nient’altro all’interno del bar. L’amara sorpresa questa mattina per i titolari; sono stati avvertiti in piena notte ed hanno trovato il vetro in frantumi. Ancora non si riesce a quantificare il danno e a quanto ammonti il bottino. Dall’inizio del 2009 ad oggi in tutto sono stati 11 i furti messi a segno dalla banda, con una cadenza quasi mensile ed un’area sovraprovinciale che va da Modica a Ragusa, a Scicli e sino a Vizzini ma con una particolare predilezione per la città della Contea.
E la cosa che stranezza a prendere di mira sono sempre le macchinette gestite da una ditta modicana, la Giuseppe Fiore, che distribuisce le slotmachines in tutta la zona.
In tutto le azioni delinquenziali hanno fruttato in un anno (sempre ammesso e non concesso che ad agire siano le stesse persone) 17 mila 780 euro; 5.713 sono stati recuperati grazie ad un cliente che lo scorso ottobre a Bar Barocco a Modica aveva notato movimenti strani all’interno del bar ed ha avvisato immediatamente la polizia, che è riuscita a mettere in fuga i malviventi. Ed è proprio la polizia che lavora per assicurare alla giustizia gli autori dei furti. Le indagini cercano di capire se siano bande diverse oppure sempre la stessa ad agire e se si può parlare di banda oppure di un singolo individuo che nella notte fa irruzione nei bar per svuotare le macchinette.
Ragusa - Tre bossoli calibro dodici. Proiettili da fucile da caccia lasciati, uno accanto all'altro, sullo scalino d'accesso agli uffici della soprintendenza, in piazza Libertà. Ad accorgersene per primi, alcuni dipendenti che hanno subito allertato le forze dell'ordine. Già nelle prime ore di questa mattina i carabinieri del comando provinciale hanno provveduto a rimuoverli con le cure del caso.
Subito dopo e' stata avvisata la soprintendente, Vera Greco, a cui il messaggio intimidatorio e' stato rivolto, che intorno a mezzogiorno si e' recata in caserma per presentare formale denuncia. Amaro il commento di Vera Greco che ha sempre parlato in termini lusinghieri della provincia di Ragusa e che dovrà adesso in parte ricredersi.
Le indagini degli inquirenti non trascurano alcun particolare. Sono ovviamente orientate sugli argomenti di grande contrapposizione che hanno animato il dibattito politico degli ultimi giorni. Dal parco degli iblei al piano paesistico tutte questioni di notevole impatto sul territorio su cui la soprintendenza ha voce in capitolo.
Note di solidarietà arrivano a Vera Greco, a cominciare dall’onorevole Nino Minardo. Il deputato nazionale del PdL scrive e che quello subito dal sovrintendente è “un atto grave nei confronti di una donna impegnata quotidianamente per il nostro territorio” e definisce il lavoro della Greco”impegno determinante per il rispetto della trasparenza e della legalità”, invitandola a proseguire nel suo encomiabile lavoro come ha sempre dimostrato”.
Solidarietà alla Greco è giunta anche dal consigliere provinciale di Rifondazione Comunista Pippo Mustile. Anche Riccardo Minardo ha espresso solidarietà al sovrintendente, invitandola a proseguire nel suo lavoro, estendendola anche al presidente dello IACP Giovanni Cultrera, anche lui destinatariao di una busta con proiettili.
Il Commissario regionale del Movimento per le Autonomie, il senatore Enzo Oliva, commentando le intimidazioni nei confronti della sovrintendente e del presidente dell’Iacp Giovanni Cultrera, ha espresso la propria solidarietà a entrambi dicendosi “idealmente accanto a loro nel combattere le battaglie di legalità avviate”.
“Sono particolarmente vicino – ha aggiunto Oliva - alla dottoressa Vera Greco, che conosco da vent’anni e di cui apprezzo serietà e professionalità, nel suo impegno per salvaguardare la Sicilia dagli scempi del territorio. Per questo la invito a considerare i tre proiettili lasciati sull’ingresso della Sovrintendenza come medaglie che premiano la sua attività in difesa della collettività ragusana nell’affrontare le questioni relative al Parco degli Iblei e al piano paesistico. Ancor più grave, perché reiterata – ha detto ancora Oliva – l’intimidazione a Giovanni Cultrera, cui hanno indirizzato una bara in miniatura dopo avergli mandato un mese da una busta con sette proiettili. Ricordo che il presidente dell’Iacp ha fatto eseguire una ventina di sfratti da appartamenti abusivamente occupati e altri cento stanno per essere portati a termine”.
L'IdV non fà mancare la sua solidarietà a sostegno della soprintendente e del Presidente dello IACP. "Facciamo appello a tutta la classe politica, senza distinzione partitica alcuna a stringersi compatta e unita contro questi atti meschini e vigliacchi.
Chiediamo la convocazione urgente del Comitato dell'Ordine Pubblico per valutare l’opportunità di garantire la massima protezione ai due funzionari pubblici. Poniamo la massima fiducia nelle Forze dell’Ordine e nella Magistratura per l’accertamento delle motivazioni, delle responsabilità e degli autori delle gravi intimidazioni".
Anche il coordinatore provinciale di Sinistra Ecologia e Libertà, Enzo Cilia , ha espresso attestati di solidarietà così come l'on. Fabio Granata. "Esprimo il vivo sdegno e la ferma condanna per il vile atto intimidatorio di cui è stata vittima la Soprintendente ai Beni Culturali di Ragusa, Vera Greco, e Le confermo la vicinanza, in questi momenti difficili, delle Istituzioni regionali e nazionali”.
Questo il messaggio trasmesso dal Vicepresidente della Commissione Nazionale Antimafia.
“ La qualità del lavoro svolto fino ad oggi dalla dottoressa Greco- ha aggiunto Granata -, unita alle sue doti morali ed umane, necessitano una pronta risposta degli inquirenti e delle istituzioni. Per tale ragione ho già contattato il Comandante provinciale dei Carabinieri di Ragusa, raccomandando la massima vigilanza sulla vicenda ed ho già preannunciato una mia visita ufficiale alla Soprintendenza iblea, nel corso della quale esprimerò tutta la vicinanza delle istituzioni e della Commissione nazionale Antimafia ”.
Al via controlli mirati in 20mila aziende per stanare il lavoro nero. Quattro le regioni sotto osservazione (Calabria, Campania, Puglia e Sicilia), dove una task force di 550 ispettori setaccerà le imprese agricole ed edili. E' in sintesi il contenuto del piano straordinario del ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, che oggi ha ricevuto il via libera del Consiglio dei ministri, riunito a Reggio Calabria. Nel dettaglio, si tratta di 10 mila aziende agricole di cui 2.000 in Calabria, 2.500 in Campania, 3.000 in Puglia, 2.500 in Sicilia. E di altrettante imprese edili di cui 1.346 in Calabria, 3.814 in Campania, 2.564 in Puglia e 2.276 in Sicilia.
Agli ispettori delle quattro regioni (500) si aggiungeranno quelli provenienti da altre parti del territorio (50). Sforzo extra, questo, per il quale il dicastero del Lavoro ha calcolato un onere finanziario aggiuntivo di 1,9 milioni tra spese di vitto e alloggio, spese di viaggio e rimborso per gli spostamenti interni.
La scelta di intervenire specificamente sul settore agricolo ed edile, spiega il ministero del Lavoro, "è stata determinata dall'opportunità di intervenire in quegli ambiti dove le problematiche evidenziate possono dar luogo a un forte impatto sociale e sul piano dell'ordine pubblico e dove sono più probabili i collegamenti delle realtà economiche con le organizzazioni criminose strutturate sullo stesso territorio". In tale contesto, quindi, sulla base dell'analisi delle varie realtà provinciali, si svolgeranno "interventi mirati e necessariamente differenziati" che terranno conto delle specifiche realtà locali e anche dei "diversi fenomeni di illegalità che possono caratterizzare le aree geografiche in questione".
A questo scopo, il ministero del Lavoro, nel corso del cammino di messa a punto del piano, ha incontrato i vertici delle strutture territoriali coinvolte dello stesso dicastero, dell'Inps e del Comando Carabinieri Tutela del Lavoro, per "pianificare azioni coordinate di intervento, anche con modalità diverse a seconda del fenomeno di violazione oggetto di indagine: dal confronto è emersa la necessità di dar vita a specifici gruppi operativi composti da ispettori del lavoro, ispettori dell'Inps e militari dell'Arma dei Carabinieri, da impiegare nell’effettuazione degli accessi ispettivi".
Il settore agricolo, fra i primi ad essere 'attenzionato' dal governo attraverso una semplificazione delle procedure di utilizzo di prestazioni lavorative regolari, resta nel Mezzogiorno il comparto in cui "è possibile notare uno scarso ricorso alle regolari procedure di utilizzo di personale extracomunitario stagionale". E questo nonostante la presenza di "alternative regolari" sia sul piano contrattuale (voucher), sia su quello di "congrue disponibilità di manodopera (flussi stagionali non ancora esauriti)".
Ciò premesso, rimarca il ministero, "l'azione ispettiva va particolarmente orientata sul fenomeno dell'utilizzo di manodopera agricola anche stagionale, sul fenomeno del caporalato e delle truffe ai danni dell'istituto previdenziale realizzate mediante l'instaurazione di fittizi rapporti di lavoro, attività quest'ultima, gestita prevalentemente dalle organizzazioni criminali. In particolare, si ritiene opportuno concentrare gli interventi nei confronti di quelle attività di raccolta stagionale dei prodotti agricoli che richiedono maggiore impiego di manodopera. Sulla base di tale scelta è stata pertanto predisposta una calendarizzazione nei diversi ambiti geografici che tenga conto delle principali colture effettuate nei diversi periodi dell'anno".
Nell'ambito dell'edilizia, fa notare il ministero, "il fenomeno dell'impiego dei lavoratori 'in nero', degli appalti illeciti e del caporalato sono particolarmente diffusi". E gli accessi ispettivi saranno realizzati "sia nell'ambito di appalti privati che di appalti pubblici, ove è opportuno concentrare l'attenzione in particolare sulla correttezza delle procedure di appalto e subappalto e sul rispetto della normativa antimafia". I controlli saranno pertanto finalizzati "alla verifica delle condizioni generali di tutela del lavoro nonché a un oculato monitoraggio della cantieristica esistente, che potrà consentire un attento esame, oltrechè del lavoro irregolare, anche dello stato di attuazione in tale ambito della disciplina in materia di salute e sicurezza".
Nell'ambito di tale piano straordinario, un ruolo "importante e sicuramente prioritario meritano le relazioni con le associazioni di rappresentanza dei datori di lavoro e dei lavoratori e, segnatamente, con i loro organismi bilaterali e paritetici in chiave di prevenzione e promozione delle iniziative volte al ripristino della legalità". In particolare, gli enti bilaterali, che andranno auspicabilmente irrobustiti e sostenuti nell'ambito delle intese contrattuali di settore in coerenza con la riforma degli assetti contrattuali del gennaio 2009, potranno fornire utili elementi conoscitivi in ordine ai fenomeni di maggiore criticità presenti sul territorio ma anche svolgere, sempre in sinergia con le associazioni di settore, un'azione di ampia sensibilizzazione delle aziende operanti negli stessi settori in ordine agli istituti giuridici utilizzabili per far emergere da un lato e contrastare dall’altro forme di lavoro irregolare e sommerso".

