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Scicli - Un’altra vittima sulle strade iblee nell’ ultimo giorno di agosto. Lunedì pomeriggio, intorno alle 16.30, nei pressi di contrada Gurgazzi, su un’arteria secondaria che collega la provinciale Scicli -San Marco con la strada ungi-Gurgazzi-Ritegno si è verificato un incidente che ha coinvolto un operaio di 54 anni di Scicli. Si tratta di Francesco Battaglia che si trovava in sella ad una moto di grossa cilindrata ( Honda 750). Le cause del sinistro sono ancora poco chiare. Sta di fatto che il centauro ha perso il controllo del mezzo finendo rovinosamente a terra. Forse un improvviso malore a provocare l’impatto con l’asfalto. Sono stati alcuni automobilisti di passaggio a dare l’allarme. Sul posto è intervenuto il 118 che ha immediatamente trasportato l’uomo al pronto soccorso dell’ospedale Busacca di Scicli. I medici di turno non hanno potuto fare altro che constatare il decesso per arresto cardio-circolatorio per le gravi ferite riportate, in particolare per un forte trauma cranico. La salma è stata trasferita nella camera mortuaria del nosocomio per essere sottoposta all’esame del medico legale prima di essere consegnata ai familiari. L’uomo nel pomeriggio aveva deciso di allontanarsi dalla sua abitazione, a poca distanza dal luogo dell’incidente, per fare una passeggiata in moto, risultata poi fatale. Sul posto sono intervenuti anche i Vigili urbani di Scicli per regolare il traffico nella zona mentre i Carabinieri hanno effettuato i rilievi per ricostruire la dinamica dell’incidente. Francesco Battaglia lascia la moglie e cinque figli. |

Nuovo appalto per il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti. L’amministrazione accelera alla luce della rescissione del contratto con la ditta Puccia. L’impresa modicana infatti doveva subentrare alla ditta Busso per via di una sentenza del Cga sulla base della quale è stata annullata la gara del precedente appalto grazie alla quale il servizio era stato affidato tre anni fa alla Busso.
L’amministrazione, dando seguito alla sentenza del Cga, ha pertanto sottoscritto lo scorso 17 giugno l’affedamento del servizio alla Puccia riservandosi tuttavia di verificare il rispetto delle clausole del contratto. Nel corso di questi due mesi i funzionari dell’ufficio legale ed ecologia dell’ente hanno verificato che non sussistono le condizioni per affidare l’appalto alla Puccia per cui hanno rescisso il contratto.
Nel corso di questi due mesi i funzionari hanno valutato che i mezzi non sarebbero adeguati alla estensione della città essendo in numero insufficiente così come i contenitori. Contratto dunque chiuso anche se la Puccia è andata all’attacco ed ha fatto ricorso al giudice per vedere riconosciuto il proprio diritto contestando i rilievi dei funzionari. A questo punto si profila il rischio di una interruzione del servizio visto che la Busso è stata tagliata fuori dalla sentenza del Cga e la Puccia non ha i titoli per assicurare il servizio.
«Andiamo avanti con la Busso – dice l’assessore all’ecologia Tiziana Serra - Il sindaco ha emesso un’ordinanza urgente con la quale chiede alla Busso di continuare nelle more che il consiglio approvi il nuovo bando. Noi pensiamo di chiudere al più presto perché il bando è già pronto per essere esaminato nella prossima seduta del consiglio. Gli aspetti legali ed i ricorsi riguardanti il vecchio appalto sono un’altra storia. A noi interessa assicurare la continuità del servizio alla città».
E’ il modicano di 21 anni Giorgio Scivoletto (nel riquadro della foto dell´incidente mortale) l’ultima vittima della strada, che allunga una scia di sangue agghiacciante. Il fatale scontro frontale si è registrato stamani, intorno alle 11, in contrada Monte Margi, nelle campagna del Modicano, poco distante da contrada Gallinara a Modica Alta. Il giovane, mentre viaggiava in sella al suo scooter Yamaha 125, all’uscita da una semicurva si è scontrato frontalmente con un autocarro Fiat 110 proveniente dal senso opposto.
La strada, troppo stretta per un mezzo pesante, ha reso pressoché impossibile al conducente anche solo tentare una manovra in extremis per scansare lo scooter, che, purtroppo, è finito dritto sotto l’autocarro, non concedendo scampo allo sfortunato giovane. Neanche il casco protettivo si è rivelato utile a strappare Giorgio Scivoletto alla morte. All’urto tremendo si è aggiunto il parziale arrotamento, durante quei pochi secondi necessari all’autista per frenare. Quest’ultimo è rimasto illeso. L’uomo è stato il primo a chiamare i soccorsi, ma, quando è giunta l’ambulanza del 118, per Giorgio Scivoletto non c’era più nulla da fare. Ai soccorritori non è rimasto altro che coprire il corpo esanime del giovane con un telo bianco. L’incidente è stato rilevato dalla Polstrada, al quale spetterà il compito di ricostruire la dinamica.
I due mezzi, come da prassi, sono stati posti sotto sequestro. Dovrà essere per prima cosa stabilito se sia stato l’autocarro ad invadere la corsia opposta percorsa dallo scooter, o viceversa. In verità, il termine «corsia», per una stradina come quella che è stata teatro dell’ennesimo incidente mortale, può risultare quantomeno fuorviante. «Queste sono arterie strette – dicono i residenti – che dovrebbero essere interdette al transito dei mezzi pesanti, che, spesso, le percorrono a velocità sostenuta».
Giorgio Scivoletto in contrada Monte Margi ci trascorreva l’estate, nella residenza di campagna che divideva assieme alla famiglia: il padre muratore, la madre casalinga e un fratello di tre anni più grande di lui. La famiglia Scivoletto si era trasferita qualche anno fa a Riva del Garda. Poi il nucleo aveva fatto ritorno a Modica, trovando casa in contrada Mauto. Giorgio Scivoletto era studente universitario iscritto al terzo anno della facoltà di scienze del governo e dell’amministrazione e frequentava i Salesiani a Modica Alta. La sua prematura fine ha destato profonda impressione.
IL SECONDO INCIDENTE MORTALE QUESTO POMERIGGIO NELLO SCICLITANO: PERDE LA VITA IL 54ENNE FRANCESCO BATTAGLIA, NOTO COME CICCIO
Un altro incidente stradale, in questo caso autonomo, si è registrato poco dopo le 16 in contrada Gurgazzi, nello Sciclitano, poco distante da Cava d´Aliga. A perdere la vita Francesco "Ciccio" Battaglia, 54 anni, operaio di Scicli. L´uomo viaggiava in sella alla sua moto Honda 750. Forse a causa di un malore, il centauro ha perso il controllo del mezzo, finendo fuori strada.
La morte, a causa del violento urto, è stata pressochè immediata. A nulla sono valsi i soccorsi, dopo l´allarme lanciato dagli automobilisti. L´uomo è giunto cadavere all´ospedale "Busacca" di Scicli, dove i medici non hanno potuto fare altro che prendere atto dell´avvenuto decesso, forse causato da un forte trauma cranico con sospetta emorragia interna. Francesco Battaglia, che abitava proprio vicino al luogo dove si è verificato l´incidente , lascia la moglie e 5 figli. Ciccio Battaglia aveva deciso nel pomeriggio di fare una passeggiata con la sua moto ma l´idea è risultata fatale per lui.


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Modica - Un uomo di 73 anni, Emanuele Moncada, è stato ucciso dal figlio, Corrado, 47 anni, a colpi di bastone, stamane in un'abitazione in via Egitto (nella foto), a Modica.
L'anziano sarebbe stato colpito diverse volte alla testa. L'allarme è stato dato da alcuni vicini di casa che hanno avvertito i carabinieri. Secondo quanto accertato Corrado Moncada avrebbe colpito il padre al culmine di un litigio, cominciato ieri sera, perché il genitore gli avrebbe sottratto del denaro per giocare al Gratta e vinci, situazione che si sarebbe protratta nel tempo.
Il diverbio tra padre e figlio sarebbe ripreso stamane all'esterno dell'abitazione dove i due abitavano da soli dopo la morte della madre. Corrado Moncada si sarebbe armato di una spranga di ferro, del tipo usato per sostenere le recinzioni metalliche, e avrebbe colpito più volte il genitore al volto e alla testa.
I carabinieri hanno trovato Corrado Moncada accanto al cadavere del padre.
La cronaca della tragedia
La febbre del gioco può portare a gesti inconsulti. A scatti d’ira improvvisi. Sino a causare un omicidio. E, a quanto sembra, proprio a causa di denaro necessario per acquistare i tagliandi del Gratta e Vinci, un figlio avrebbe ucciso il padre. È accaduto questa mattina, molto presto, intorno alle 6, in una piccola strada laterale di via Fontana, a Modica Alta.
La febbre del " Gratta e Vinci"
In via Egitto, Corrado Moncada, 47 anni, muratore, il figlio, e il padre Emanuele, 73 anni, pensionato, un tempo operatore ecologico, avrebbero ripreso una discussione che già ieri sera aveva impegnato entrambi. Emanuele Moncada avrebbe sottratto delle banconote dal portafoglio del figlio proprio per acquistare i Gratta e Vinci. E questa cosa avrebbe fatto infuriare l’omicida.
Che, questa mattina, non ci ha visto più, ha preso una spranga di metallo, di colore verde, di quelle usate per delimitare la recinzione dei muretti, ed ha colpito più volte in pieno viso e alla base del capo il padre. Otto, stando alla prima sommaria ricostruzione, i colpi subiti dalla vittima. Un paio quelli mortali che hanno procurato delle lesioni sino a far fuoriuscire sangue in grande quantità oltre a materia cerebrale. L’episodio è accaduto dinanzi all’abitazione in cui i due convivevano. Il cadavere è stato trovato a poche decine di metri dall’uscio di casa.
La vittima ha cercato di difendersi
Accanto anche un’altra spranga con cui l’anziano avrebbe cercato di difendersi. Tant’è che, sul volto del figlio, sono state rinvenute delle ferite. Corrado Moncada, dopo che i carabinieri della compagnia di Modica erano stati avvisati da una telefonata proveniente dal vicinato, è stato trovato in evidente stato confusionale, accanto al corpo del padre, forse consapevole di ciò che il suo attimo di follia a veva determinato. Non c’era, invece, l’arma del delitto. Che è stata rinvenuta dopo una prima ispezione della modesta abitazione, accanto all’armadio, regolarmente appoggiata, ma con degli inequivocabili segnali, sangue e capelli, che indicavano qualcosa di tragico accaduto poco prima.
La conferenza stampa dei Carabinieri
In conferenza stampa, il comandante provinciale dell’Arma, Nicodemo Macrì, e il comandante della compagnia di Modica, Alessandro Loddo, hanno illustrato i particolari dell’efferato episodio. La salma, su disposizione del procuratore della Repubblica di Modica, Domenico Platania, è stata trasportata presso la camera mortuaria del cimitero in attesa dei provvedimenti che saranno adottati dall’Autorità giudiziaria nelle prossime ore. Increduli i vicini per quanto accaduto così come attonita l’intera cittadinanza modicana per un episodio assurdo, per una lite per futili motivi, tra padre e figlio, sfociata nel dramma.
Nella foto in alto il luogo del delitto.
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Dopo 4 anni rientra tra i banchi del Pd essendo il primo dei non eletti, rilevando lo scranno di Giovannino Giurdanella. Ma si lavora poco e male
Salvo Maltese (nella foto) ritorna in consiglio comunale dopo quattro anni. Grazie alle dimissioni di Giovanni Giurdanella, nominato amministratore unico della Modica Multiservizi, Maltese rientra tra i banchi del Pd essendo il primo dei non eletti. L’avvocato, già assessore alle finanzne nella prima giunta Ruta, è stato salutato dai capigruppo ed il capogruppo Udc, Paolo Nigro, ha colto l’occasione per replicare a Nino Frasca Caccia, Pd, che nel suo intervento aveva spiegato il perché della nomina di Giurdanella alla guida della società collegata.
Paolo Nigro ha chiesto chiarezza e trasparenza su una vicenda che non può essere considerata chiusa ed ha rinviato a migliore occasione l’approfondimento politico ed amministrativo della questione Multiservizi. Il consiglio ha dedicato poco meno di un’ora alle interrogazioni dei consiglieri tra cui quella del capogruppo Pdl, Luigi Carpenzano, che ha chiesto il ritorno delle telecamere in consiglio comunale per consentire ai cittadini di seguire i lavori mentre Bartolo Azzaro, Pdl, ha messo il dito sulla questione discariche. C’è infatti una ripresa nel proliferare delle discariche, ha denunciato il consigliere che ha chiesto all’assessore all’ecologia Tiziana Serra, di tenere alta l’attenzione soprattutto nelle campagne dove materassi, frigoriferi e materiali ferroso si stanno man mano accumulando.
Il consiglio comunale si dilunga troppo e produce poco. Spesso viene a mancare il numero legale. Non una gran bella figura con la cittadinanza, e sarebbe ora di smetterla con questo andazzo poco edificante e decisamente stucchevole.
Fuga dalla spiaggia ed allarme inquinamento (nella foto). L’ennesimo sversamento della conduttura fognaria a Sampieri getta nel panico bagnanti e residenti a metà mattinata. Succede alle 10.30 quando qualche residente vede fuoriuscire sulla battigia e poi in mare un consistente flusso di liquami. Bagnanti e residenti sono inferociti e scattano subito le telefonate verso carabinieri, guardia costiera, polizia che sono sul posto a verificare quanto denunciato. Il flusso di liquami continua per una buona mezzora quando i tecnici addetti alla pompa di sollevamento della frazione sciclitana rimettono in sesto l’impianto andato ancora una volta in troppo pieno.
I due sottoufficiali della guardia costiera scattano foto, gli agenti della polizia redigono i verbali di denuncia dei residenti presenti, i bagnini nel frattempo issano la bandiera rossa per segnalare il pericolo inquinamento. Il tratto di spiaggia antistante il lungomare si svuota e la notizia fa il giro della frazione. Un residente ha presentato un esposto denuncia alla procura della Repubblica, il responsabile dell’Associazione «Cittadinanza Attiva», Salvatore Rustico, ha formalizzato un secondo esposto chiedendo alla magistratura di fare chiarezza sull’accaduto.
« E’ la quarta volta nel giro di un mese» lamentano i residenti « nonostante tutte le segnalazioni niente è stato fatto». Sul posto sono stati presenti anche gli assessori Giorgio Vindigni ed Enzo Giannone, che hanno fatto da parafulmine alle proteste ed ai cittadini inviperiti. Per Giorgio Vindigni, amministratore e titolare di uno chalet sulla spiaggia di Sampieri, è la stampa che monta il caso Sampieri nonostante cattivi odori, miasmi, un arenile sporco e foto dello sversamento siano lì a testimoniare lo stato di degrado ambientale in cui versa la frazione.
I puntuali sversamenti dicono che le pompe di sollevamento del nuovo impianto di depurazione sono sottodimensionate rispetto ad una frazione dove sono stati voluti due villaggi turistici, con un terzo già progettato, un camping, insediamenti abitativi senza limiti. La frazione scoppia e con essa anche la fogna senza che gli amministratori sciclitani pongano mano in modo serio e razionale alla questione. Sampieri soffre così non solo di inquinamento ambientale ma anche acustico grazie a chalet e chioschi che interpretano le ordinanze sindacali in modo assolutamente personale rendendo la vita difficile sia ai bagnanti sia a chi cerca una villeggiatura tranquilla.
APPENA POCHI GIORNI FA LA CAPITANERIA DI PORTO AVEVA GARANTITO MARE PULITO
Non ci sono fenomeni gravi di inquinamento pur se la salubrità delle acque è appena entro i limiti dei parametri stabiliti dalla legge. La fascia costiera che va dal litorale sciclitano a Pozzallo è tenuta sotto controllo dagli uomini della capitaneria di porto e proprio in questi giorni la superficie del mare è stata fotografata dall’alto con un velivolo della marina militare per individuare le eventuali fonti di inquinamento.
Il capitano Ferruccio Grassia, responsabile dell’ufficio demanio ed ambiente della capitaneria, non è stato in grado di fornire ancora le risultanze della aerofotogrammetria effettuata nei giorni scorsi. La conferenza stampa convocata dall’assessore all’ecologia, Tiziana Serra, cui ha partecipato anche il capitano dei vigili urbani, Giuseppe Puglisi, è servita a fare il punto della situazione dopo gli allarmi e le preoccupazioni diffusisi tra i residenti ed i villeggianti nei giorni a cavallo di ferragosto per la presenza di macchie oleose, di schiume, di elementi come plastiche e rifiuti organici nello spazio marino antistante le due frazioni a mare modicane.
Preoccupazioni che si sono rincorse in spiaggia e nei locali della frazione alla luce di presenze che nulla hanno a che fare con la purezza e la pulizia delle acque. Per la schiuma bianca il capitano Grassia ha confermato che gli esami hanno accertato che si tratta di emulsioni di «sostanze algali», frutto cioè di un processo di imputridimento mentre per altre presenze il capitano ha rinviato agli esiti degli esami che una motovedetta della capitaneria ha effettuato in collaborazione con i tecnici dell’Arpa su una campionatura delle acque.
La qualità delle acque marine non può tuttavia prescindere da due fattori sui quali la capitaneria ha da tempo diretto la sua attenzione. La prima ha a che fare con il sistema del funzionamento dei depuratori che insistono lungo la costa che va da Donnalucata a Pozzallo. Si tratta dei due impianti di Scicli e Maganuco che a cicli regolari hanno prodotto effetti perniciosi sulla balneabilità del mare. Gli ultimi episodi verificatisi a Sampieri con puntuali espurghi della fogna per il fenomeno del troppo pieno sono stati confermati dal capitano Grassia « E’ molto probabile – ha detto il militare- che gli sversamenti siano causati da un sistema insufficiente a convogliare i reflui verso il depuratore per la quantità di liquidi prodotti nei periodi di punta della stagione».
Il depuratore di Scicli è insomma sottodimensionato rispetto al numero di presenze e di strutture presenti nel territorio ed i problemi che ha causato puntualmente nel corso di questi anni nonostante sia stato messo a regime da tre anni sono una conferma e le notizie di reato partite nei confronti degli amministratori sciclitani una diretta conseguenza. Se gli sversamenti di Sampieri e dintorni si dirigono per effetto delle correnti verso il litorale modicano non meno allegra è la situazione nel tratto di costa che va da Marina di Modica a Maganuco.
Il fenomeno dei pozzi neri, degli scarichi a mare abusivi, dell’abusivismo in generale, provocano effetti nocivi sul mare. «Abbiamo programmato un controllo a tappeto degli scarichi a mare –annuncia l’assessore Serra- Tutti dovranno essere in regola ed allacciarsi alla rete fognaria. Non ci si può lamentare dell’inquinamento del mare e fare nel contempo i propri comodi». Capitaneria ed amministrazione vogliono usare il pugno duro contro chi inquina e non rispetta la legge e daranno il via al censimento innanzitutto delle case che si affacciano sulla costa con la collaborazione dei vigili urbani.
Una folla immensa ha partecipato al rito funebre celebrato da don Vittorio Pirillo. Commozione e pianto quando le compagne hanno letto le testimonianze. "Dovevamo essere amiche per sempre..."
Sono stati celebrati nella basilica di San Giovanni i funerali di Rita Puccio. Dolore, commozione e lacrime, soprattutto quando le compagne di classe di Rita e la professoressa di Lettere Adriana Minardi hanno tratteggiato la splendida e dolce figura di Rita.
Aveva finito la 3. Media alla Don Milani con ottimi voti e si era già iscritta al Liceo Scientifico di Vittoria per cominciare un nuovo percorso di vita. I vecchi compagni della 3. tp (tempo prolungato) li ha lasciati nella basilica di San Giovanni che piangevano a dirotto, quelli nuovi non ha avuto il tempo di conoscerli. Perché i sogni e i progetti di Rita Puccio, si sono infranti sul selciato della Vittoria-Scoglitti alla vigilia di Ferragosto. Una strada diventata un viale cimiteriale che anziché a piedi con mestizia si percorre in macchina a velocità sostenuta e la testa fra le nuvole.
L’estremo saluto in una chiesa accaldata e gremita di gente che se non piangeva stava a capo chino a riflettere sul senso della vita, sul perché qualche volta, sempre più spesso, il ciclo biologico della natura debba beffardamente invertirsi, nel senso che sono i genitori ad accompagnare i figli dall’altra parte del mondo. «L’intelligenza umana di fronte a questo mistero si ferma- ha detto don Vittorio Pirillo nella sua omelia, citando la ragazzina che a ottobre avrebbe «preso lo Spirito Santo»- è la fede in Dio che risolve il problema dandocene una ragione».
Pubblichiamo integralmente la testimonianza che la professoressa Adriana Minardi, docente di Rita, ha letto in chiesa per la sua alunna.
Per Rita
L’entusiasmo, la gioia di vivere, la passione per ogni cosa che faceva, questo il tratto distintivo della personalità di Rita, l’ansia di novità che la portava ad iniziare ogni nuova esperienza come una straordinaria avventura da vivere e rendere unica e bella, questo il suo modo di accostarsi alla vita, alle persone e persino all’impegno scolastico.
Rita si è sempre messa generosamente, come era nella sua natura, in gioco, essendo partecipe o artefice, di tutte le occasioni e iniziative, dalle più semplici e quotidiane alle più importanti e ufficiali, che hanno caratterizzato la sua giovane vita.
Esile come un fuscello, ma forte e tenace con la stoffa di una formidabile combattente, Rita non si arrendeva mai, piuttosto ci si arrendeva a lei, al suo candore e alla sua vitalità.
Una ragazza speciale, dotata di una intelligenza brillate e creativa, non si appiattiva mai nel già visto o già saputo, ma andava oltre arricchendo con un tocco personale e originale tutto quello che faceva.
Amava la musica, il mare, lo studio, è stata un’alunna modello. A scuola era sempre pronta ad intraprendere con grande trasporto ogni nuovo progetto che le veniva proposto; tutto per lei era bello, il suo entusiasmo contagiava i compagni che grazie a lei scoprivano il piacere allo studio e alle attività scolastiche… Instancabile non si lamentava mai ed era sempre piena di attenzioni per tutti.
Riusciva in modo virtuoso a trasformare i saperi in capacità e competenze, per cui anche lo studio di una poesia, come «SE» di Kipling, diventava per lei una fonte da cui attingere risorse per vincere una gara di nuoto.
Schietta e sincera, incapace di risentimenti o rancori, amava la gioia e l’allegria; solare e positiva, se qualcosa poteva rabbuiarla per qualche motivo, subito sul suo volto tornava il sereno e il sorriso.
Il suo volto infatti era sempre illuminato da uno splendido sorriso che era la sintesi perfetta di tutto ciò che più la rappresentava: il suo carattere, il suo modo di affrontare la vita, il rapporto con gli altri.
In internet c’è una candela che è stata accesa per lei, la sua fiamma brilla e la luce di quella fiammella illumina queste parole che sono l’unico conforto che ci rimane
«Chi non dimentichiamo non muore mai»!
Sotto, le foto del funerale scattate da Rosario Invincibile.
E´ successo all´alba. Pare che Emanuele Moncada sottraesse di nascosto dei soldi al figlio Corrado per scommettere al gioco. L´ultima lite tra i due è sfociata nel parricidio
Un disoccupato modicano di 47 anni ha ucciso l’anziano padre, operatore ecologico in pensione, perché gli sottraeva da tempo dei soldi per giocarseli al Superenalotto e al Gratta e vinci. All’alba è sfociata in tragedia l’ultima delle frequenti liti tra Corrado Moncada e il padre Emanuele, di 73 anni. In un improvviso raptus di follia, il figlio ha sfondato la testa al genitore a colpi di spranga, uccidendolo sul colpo in strada (nella foto la scena del crimine con la povera salma insanguinata coperta dal telo mentre i Carabinieri procedono con i rilievi).
Il parricidio si è consumato in una via Egitto, tra il quartiere Fontana e Modica Alta, nella zona di corso Nino Barone e via Santa Teresa. Nella piccola casa dove padre e figlio vivevano da soli, era ripresa di buonora un’animata discussione tra i due cominciata ieri sera. Pare che il figlio avesse per l’ennesima volta sorpreso il padre mentre questi gli sottraeva di nascosto dal portafogli il denaro per scommettere al Superenalotto e per acquistare i biglietti del gratta e vinci. In un incontrollato scatto d’ira, Corrado Moncada ha afferrato una spranga con la quale ha cominciato a colpire con inaudita violenza l’anziano padre al volto e alla testa, provocando lo sfondamento della calotta cranica e uccidendolo sul colpo.
L´anziano aveva tentato di fuggire, afferrando sua volta una sbarra di metallo con la quale ha colpito al volto, in maniera blanda, il figlio che lo inseguiva. Questi ha finito in strada il padre, sferrandogli una serie di colpi alla testa, sotto gli occhi degli atterriti vicini di casa.
Sono stati proprio i residenti a telefonare al 112. I Carabinieri, coordinati dal capitano Alessando Loddo, hanno trovato l’anziano riverso in strada in una pozza di sangue. Nelle tasche della vittima i militari hanno rinvenuto alcune ricevute di giocata del Superenalotto e un corposo fascio di biglietti del Gratta e vinci ancora da grattare. L´omicida era seduto poco distante dal cadavere, in stato semi confusionale. Corrado Moncada, che è stato arrestato per omicidio volontario, viveva da solo con il padre, operatore ecologico in pensione, dopo la morte della madre. I dettagli del fatto di sangue sono stati resi noti stamane in conferenza stampa dal tenente colonnello Nicodemo Macrì e dallo stesso capitano Loddo.
Nelle foto sotto da sx l´omicida Corrado Moncada, la vittima Emanuele Moncada e, in conferenza stampa, il capitano Alessandro Loddo e il tenente colonnello Nicodemo Macrì. CLICCATE SULLE FOTO PER INGRANDIRLE
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MODICA (Ragusa) - Un uomo di 73 anni, Emanuele Moncada, è stato ucciso dal figlio, Corrado, di 47 anni. Alla base del delitto, secondo quanto riferiscono i carabinieri della Compagnia di Modica, una discussione per alcuni soldi che il padre avrebbe sottratto al figlio per giocare al 'Gratta & Vinci'.
Una situazione familiare sempre più insostenibile, anche in considerazione delle non serene condizioni economiche del nucleo familiare. Le liti negli ultimi tempi, per questo motivo, si ripetevano sempre più spesso: ieri sera l'animata discussione aveva assunto tono più concitati e questa mattina il litigio è proseguito, probabilmente perchè l'omicida si era accorto che gli mancavano soldi. Così l'anziano è stato colpito più volte alla testa con una spranga di ferro.
L'allarme è stato dato da alcuni vicini di casa che hanno avvertito i carabinieri e il 118. Quando l'ambulanza è giunta sul posto, però, per Emanuele Moncada non c'era più nulla da fare. Il presunto omicida, ancora con la spranga insanguinata in mano e in stato confusionale, è stato arrestato dai carabinieri.
Questa mattina, alle ore 11, presso la Sala degli Specchi di Palazzo d'Orleans, la giunta regionale di Governo, presieduta da Raffaele Lombardo, incontrerà i nuovi manager della sanità nominati ieri a tarda sera. I manager della sanita', chiamati dal 1 settembre ad attuare la riforma del settore. Questi i nomi: Salvatore Olivieri alla Asl 1 Agrigento; Paolo Salvatore Cantaro all'Asl 2 Caltanissetta;Giuseppe Calaciura all'Asl 3 Catania; Nicola Renato Baldari all'Asl 4 Enna; Salvatore Giuffrida all'Asl 5 Messina; Salvatore Cirignotta all'Asl 6 Palermo; Ettore Gilotta all'Asl 7 Ragusa; Franco Maniscalco all'Asl 8 Siracusa e Fabrizio De Nicola all'Asl 9 Trapani. Al vertice dell'azienda Cannizzaro di Catania e' stato nominato Francesco Poli, al Papardo di Messina Armando Caruso, all'azienda Cervello-Villa Sofia di Palermo, Salvatore Di Rosa. Angelo Pellicano' e' invece il nuovo manager dell'azienda Garibaldi di Catania, mentre Dario Allegra e' stato nominato al vertice del Civico di Palermo. Per Ignazio Tozzo c'e' l'azienda Policlinico V.E. di Catania, Giuseppe Pecoraro l'azienda Policlinico di Messina e, infine, Mario La Rocca l'azienda Policlinico di Palermo
Chiaramonte Gulfi - Incidente stradale autonomo sulla S.P. Comiso-Chiaramonte. Alle 3.30 del mattino in prossimità di C/da Serravalle ad un SUV Cherokee. Personale Vigili del fuoco ha provveduto a mettere in sicurezza l’auto che è stata rimossa da un carro attrezzi. Sul posto personale della Polstrada della Postato e di Carabinieri per gli accertamenti ed i rilievi di competenza.
L'uomo alla guida, forse ubriaco, è scappato, rendendosi irreperibile.
Monterosso Almo - Incidente stradale autonomo sulla S.P. Chiaramente Gulfi-Monterosso Almo occorso ad una Nissan Micra.
Per cause in corso di accertamento da parte dei Carabinieri intervenuti per i rilievi di competenza la Micra si è capottata sulla sede stradale, e i due occupanti sono stati trasportati all’ospedale di Ragusa. I Vigili del Fuoco al termine dei rilievi ha provveduto a rimettere in carreggiata l’auto che è stata rimossa da un carro attrezzi.
Modica - Ha provocato numerosi danni il violento temporale, abbattutosi su parte del quartiere Sorda ed in buona parte della cintura periferica della città, nel primo pomeriggio di ieri. Intorno alle 14 infatti tuoni, fulmini ed una violenta pioggia ha interessato la contrada Mista, Serrameta, Bosco, Catanzarello, Catanzaro-Pizzilli, Sant'Elena, Pietre Nere, oltre che, al quartiere Sorda, la zona di via Risorgimento, via Fosso Tantillo e via Rocciola Scrofani.
I danni hanno riguardato soprattutto gli impianti elettrici sia delle tante villette che insistono nelle zone interessante, ma anche degli insediamenti produttivi e degli allevamenti avicoli che si trovano soprattutto nella zona di contrada Catanzarello.
Qui, oltre ai danni alle centraline elettriche, un fulmine ha anche abbattuto un albero.
Nella zona di via Risorgimento, all'intersezione con la via Fosso Tantillo, è stato anche divelto un segnale stradale installato nella rotatoria. Numerosi gli interventi dei Vigili del Fuoco del distaccamento di Modica che hanno operato per tutto l'arco del pomeriggio, sia per intervenire laddove richiesto e sia per prevenire ulteriori danni in alcune strutture lievemente danneggiate e che rischiavano di crollare.
Nelle abitazioni private i danni maggiori hanno riguardato, anche in questo caso, le centraline elettriche, ma anche gli automatismi dei cancelli, i sistemi d'allarme oltre a quanto provocato anche dalla grandine, mista a pioggia, che è piovuta, danneggiando gazebo, sdraio ed i classici arredi estivi.
Non è il primo acquazzone estivo che ha interessato le contrade. In questi ultimi giorni infatti, sempre intorno all'ora di pranzo, si è presentata puntuale una leggera pioggia dalla durata non superiore alla mezz'ora. Ieri invece la perturbazione ha colpito le zone con una violenza elevata. Il temporale, durato circa quarantacinque minuti, ha
poi lasciato spazio ai nuvoloni che hanno coperto il cielo per tutto l'arco del pomeriggio.
Le contrade interessate hanno anche rivissuto l'incubo del 15 settembre 2002, quando una violenta grandinata distrusse autovetture, tetti ed anche le finestre delle abitazioni private. In seguito a quell'evento fu richiesta anche la dichiarazione dello stato di calamità e si ottenne un sostanzioso risarcimento danni.

Scicli - Rispetto all’incontro richiesto dal sindaco Giovanni Venticinque, l’Udc assieme alle liste civiche Scicli e Tu e Terra Mia, ritiene che la Città necessita di un urgente rilancio amministrativo. Per questi motivi, la delegazione si presenterà con le idee chiare, proponendo soluzioni operative rispetto ad alcuni temi importanti per la Città.
Si ritengono punti prioritari, dai quali ripartire: il piano commerciale, il piano della viabilità, un opportuno utilizzo delle opere pubbliche già realizzate, l’avvio delle procedure per il governo urbanistico del territorio.
Inoltre è pronto un progetto, già definito nei particolari, per affrontare la gestione della vivibilità ambientale: raccolta differenziata, adeguata pulizia con mezzi meccanici e spazzamento del territorio.
Questi sono gli argomenti che stanno a cuore al partito dell’Udc, ai movimenti collegati e ai cittadini. E’ necessario, adesso, aprire una seria riflessione. Ai cittadini non interessano questioni di postazioni e poltrone. Non riconoscere questa evidenza dimostrerebbe un’improvvisazione politica.
Gli elettori devono sapere con chiarezza quando e come vogliamo risolvere i problemi della città. E’ di questo che vogliamo discutere.
Nessuno pensi, invece, di parlare di modifiche agli assetti della maggioranza per scelta unilaterale. Abbiamo presentato agli elettori un programma e una squadra di candidati. Questi sono stati premiati dagli stessi. Riteniamo utile che d’ora in poi ci sia una guida sicura e determinata e una squadra altrettanto sicura e determinata.
Modica - Giornata difficile stamattina al quartiere Sorda a Modica; lavori in via Fosso Tantillo in una centralina Enel, hanno mandato in tilt il sistema dell’erogazione dell’energia elettrica ma anche quello della telefonia mobile e, per alcuni gestori, anche fissa, mettendo in difficoltà la vita quotidiana, ad esempio, all’ospedale Maggiore, dove per lungo tempo si è lavorato con gruppi elettrogeni.
Problemi seri anche per le attività commerciali in principal modo di via Sacro Cuore e in via Resistenza Partigiana; ma anche della delegazione comunale staccata dell’Azasi. Quello che da più fastidio è che questi lavori (perché tali sembrano essere), appaiono evidentemente programmati ma non comunicati. Gli operai impegnati in via Fosso Tantillo, strada che, in qualche modo, è collegabile con via Resistenza Partigiana e ancora di più con via Sacro Cuore, dicono di avere avvisato i vigili urbani; ma dal comando cittadino della polizia municipale non arrivano notizie in tal senso.
Fatto sta che è stata una mattinata difficile sul piano della vivibilità oltre che su quello della viabilità, anche se nella zona in questione, il traffico caotico non è certamente una novità. Altro handicap è che, in assenza di comunicazioni preventive, non si ha neppure contezza di quando e se finiranno questi interventi. Luce e collegamenti telefonici vanno e vengono. La speranza è che tutto possa durare lo spazio di qualche ora, già lunga, comunque, e parecchio insopportabile
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Modica - Un incontro urgente con il sindaco di Modica e l’assessore alla Pubblica Istruzione è stato richiesto da Giorgio Iabichella, Segretario Provinciale dell’ISA, congiuntamente al consigliere comunale Tato Cavallino (nella foto), che è già intervenuto sulla vicenda, al fine di poter verificare e concordare quale futuro avranno i quattordici lavoratori che svolgono da anni, dapprima al servizio del comune e nell’ultimo anno presso una ditta esterna, il servizio di refezione scolastica.
«Siamo preoccupati per la paventata perdita di posti di lavoro, che invece era stata garantita dall’amministrazione comunale – spiega Iabichella -, nonché per la qualità mediocre della refezione scolastica affidata alla ditta esterna. In qualità di segretario provinciale del settore Terziario e Servizi dell’ISA Sindacato Autonomo, e avendo appurato che già quattro, dei quattordici dipendenti addetti al servizio succitato, sono stati licenziati, mi sento in dovere di dover chiedere all’amministrazione comunale di Modica, delle garanzie a supporto della salvaguardia dei posti di lavoro per l’anno che sta per iniziare».
«Oltre a restare contrario, in merito ai criteri utilizzati dall’amministrazione in merito al servizio di refezione scolastica, come ho più volte detto e scritto – dichiara il consigliere del Pdl Tato Cavallino - sono amareggiato e sorpreso per il silenzio che il sindaco ha manifestato in merito alla mia ultima lettera inviatagli il primo di Agosto, in cui gli ponevo alcune domande che seppure il servizio di refezione scolastica è terminato sono rimaste senza risposte, ma soprattutto non mi ha inteso rispondere neanche se ha intenzione di rivedere il servizio di refezione scolastica per il nuovo anno che tra poco più di un mese deve iniziare, problematica su cui il sottoscritto non intende demordere in quanto ciò tocca l’alimentazione dei bambini e la salvaguardia di 14 posti di lavoro e del patrimonio comunale».
Iabichella e Cavallino, incontreranno nei prossimi giorni i quattordici dipendenti della ditta esterna di refezione scolastica, per poter valutare quali azioni possono essere intraprese, insieme all’amministrazione comunale al fine di poter salvaguardare il loro posto di lavoro anche per l’anno prossimo, pur garantendo un’ eccellente qualità per il servizio fornito agli alunni

Modica - Arriva anche a Modica il divieto di vendita di alcolici ai minori di 16 anni.
Lo ha disposto con una propria ordinanza che avrà effetto immediato il sindaco di Modica Antonello Buscema. L’ordinanza dispone il divieto della vendita e la somministrazione di bevande alcoliche di qualsiasi gradazione ai minori di sedici anni.
Il divieto è esteso anche a tutte le miscele di bevande che contengono alcolici anche se diluiti. Tali divieti sono validi anche per la vendita di alcolici in luoghi accessibili ai minorenni a mezzo di distributori automatici che non abbiano in dotazione il sistema di lettura automatica dei documenti anagrafici o quando sul posto non sia presente in maniera continuativa di personale che possa controllare che le bevande alcoliche non vengano vendute agli ‘under 16’.
La nuova ordinanza sindacale da nuove disposizioni per quanto riguarda gli orari di apertura e chiusura degli esercizi commerciali che possono restare aperti al massimo per venti ore. Nelle nuove disposizioni emanate dal primo cittadino della città della Contea c’è pure il divieto dalle ore 22 fino alle ore 5 del giorno successivo di vendere bevande d’asporto in bottiglie e bicchieri di vetro. Le attività autorizzate in quella fascia oraria potranno vendere le bevande in bottiglie di plastica o in lattina.
La vendita in bottiglie e bicchieri di vetro è possibile solo all’interno dei locali, nelle aree esterne private e in quelle pubbliche debitamente autorizzate. Inoltre tale divieto deve essere esposto in maniera ben visibile mediante esposizione di cartellonistica idonea. I locali autorizzati alla vendita d’asporto devono, inoltre, collocare a proprie spese all’esterno degli esercizi dei contenitori per permettere la raccolta dei rifiuti.
«Un provvedimento dall’innegabile valore innovativo e dal forte significato politico che da un lato disciplina una materia non regolamentata da anni e dall’altro detta regolare chiare di convivenza civile. – commenta il vice sindaco Enzo Scarso - Con tale provvedimento sindacale - continua - si permette infatti ai titolari di licenze che prevedono la somministrazione di bevande ed alimenti, di decidere liberamente gli orari di apertura e chiusura delle proprie attività senza quel vincolo imposto oltre quindici anni fa che obbligava alla chiusura entro le ore due, ma dall’altro si prevede anche un forte giro di vite in materia di inquinamento acustico e vendita di alcolici. Si volta finalmente pagina – conclude soddisfatto Enzo Scarso - e tutto ciò è stato reso possibile grazie ad un primo cittadino, come è avvenuto in questo caso, attento alle esigenze dei propri concittadini che ne ha saputo coglierne i bisogni, tutelando, come è giusto che sia, gli interessi legittimi di tutti».

Modica - Da ieri, 17 agosto 2009, sono in vigore le linee guida per la fruizione e la tutela del centro storico, in attesa della redazione del piano particolareggiato che dovrà, poi, contenere le indicazioni per interventi di edilizia nelle zone vincolate dalla Soprintendenza ai BB. CC. AA. di Ragusa.
Il documento approvato dal Consiglio Comunale nella seduta del 22 luglio (e del quale non è stata votata l’immediata esecutività per il voto contrario di 6 consiglieri dell’opposizione e per l’astensione dei consiglieri Covato, Cabibbo, Scarso, Occhipinti, Mandolfo, Mavilla ed Aurnia, e che, pertanto, è rimasto inapplicabile per altri 25 giorni) contiene al suo interno anche un paragrafo dedicato alla occupazione del suolo pubblico.
Tale parte riguarda, in particolare, alcuni criteri per l’occupazione di suolo pubblico legata ad ombrelloni, tavoli, sedie e pedane da parte dei gestori di bar, ristoranti, pizzerie, creperie etc.
Il tutto deve, preventivamente, fare riferimento al codice della strada e al suo regolamento di esecuzione, non deve interferire con la viabilità veicolare, con i flussi pedonali e con l’accesso ad altri immobili.
In pratica da oggi a Modica non dovremmo più vedere tavoli davanti alle porte delle chiese, si dovrebbe poter camminare sui marciapiedi senza fare slalom e le giovani coppie con i bimbi nei passeggini dovrebbero avere lo spazio per transitare senza inciampare e bloccarsi continuamente; tutti, inoltre, dovremo poter verificare se viene rispettato lo spazio assegnato, grazie a degli angolini gialli che dovrebbero essere attaccati ai margini dell’area autorizzata; e ancora, non dovrebbero esserci pedane posizionate in luoghi che mettono a rischio l’incolumità dei clienti.
Auspichiamo che, dalle parti di palazzo San Domenico, chi di competenza decida di intervenire anche nei confronti dei tanti che, da tempo, occupano abusivamente il suolo pubblico con tavoli e sedie. Ci riferiamo a tutte quelle attività che non prevedono la possibilità di occupare suolo pubblico con tavoli e sedie (ambulanti con camion, creperie, paninerie ed esercizi vari che dovrebbero fare solo asporto) e che, invece, continuano ad operare in palese violazione delle regole creando situazioni di scorretta e sleale concorrenza nei confronti dei tantissimi esercenti che le regole, invece, le rispettano e pagano le dovute tasse


STATO STATO STATO STATO STATO CHE HA INCASSATO PIU' DI TRE MILLIARDI DI EURO PER QUESTO SEI .. MI DISPIACE SOLO UNA COSA PER LE PERSONE CHE SI SONO GIOCATE TANTISSIME SOMME E MI GIUSTIFICO IO NON GIOCO MAI A GIOCHI STATALI PERCHE NE SO QUALCOSA CON QUESTO VI HO DETTO TUTTO .... AUGURI CARISSIMO CITTADINO ITALIANO IN FIN DEI CONTI HAI VINTO TU MA I SOLDINI LI TIENE ..... STATO STATO