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Può essere che la situazione non allarmi, impensierisca, indisponga nessuno? Tutto così risulta "normale" assolutamente? Ci chiediamo come potesse fare un cittadino, o dei mezzi di soccorso, ad attraversare la città da una parte ad un'altra, domenica scorsa? Sono quesiti che ci dovremmo porre. Vediamo come si presentava la situazione, contemporaneamente nella stessa serata di domenica 13 giugno 2010: corso San Giorgio interrotto da mesi, per dei lavori fantasma (che dovranno durare numerosi altri mesi); festa di Sant'Antonio a Modica Alta; festa del Sacro Cuore alla Sorda; manifestazione "Il pane più lungo" a corso Umberto bloccato al traffico; Fiera della Contea nel piazzale Caitina campo sportivo; quartiere Dente ovviamente intasato; via Fontana molto più intasata; così pure tante le altre strade di raccordo; vigili urbani ovviamente insufficienti a far fronte ad eserciti di masse che invadevano la città da tutte la parti; ecc... Insomma Domenica la città di Modica era facilmente percorribile solo ...in elicottero! Segnaliamo che si potrebbero scaglionare le feste in date diverse, col doppio fine di alleggerire il traffico e moltiplicare l'attenzione di richiamo; evitando l'effetto annullamento reciproco delle manifestazioni. Per essere più chiari con un esempio, è come invitare degli ospiti, anziché spesse volte, solo una volta e in quella occasione imbandire una tavola con quattro primi, quattro secondi, quattro contorni, cinque dolci, ecc...: finisce come si immagina. Se è stato un errore, dato che sembra non sia successo niente di pericoloso, ciò è facilmente perdonabile; se invece è una scelta lucida: permettere, come ordine pubblico, questa overdose di massa, invece ci permettiamo di affermare che è deprecabile. Le manifestazioni sono belle e utili, per noi e per i turisti, ma organizzate nel modo più adeguato, dando così la possibilità a tutti di "assaporare" un po' tutti gli eventi. Mario Rossi
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Una scossa di terremoto di magnitudo 2.2. è stata registrata questa mattina, alle 7.18 nel distretto sismico dei Monti Iblei, tra le province di Ragusa e Catania. Il sisma e’ stato registrato dagli strumenti dell’Ingv a una profondita’ di circa 5,6 chilometri, con epicentro tra Comiso e Vittoria, interessando, in particolare, anche i Comuni di Acate, e Mazzarrone, nel catanese.
Una grave inosservanza sull’orario di servizio è stata riscontrata in capo ad un dipendente comunale operante negli uffici anagrafici.
E’ quanto emerso al termine di un’attività di controllo svolta dall’ufficio personale dell’Ente su precise disposizioni del Segretario Generale di concerto con il comando dei Vigili urbani.
L’inosservanza da parte del dipendente ha comportato l’immediata attivazione delle relative sanzioni previste dalla legge e dal regolamento.
“Non è escluso, commenta il segretario generale dr. Ignazio Baglieri, che ulteriori responsabilità vengano acclarate nei confronti di chi aveva il dovere di vigilare perché il rispetto dell’orario di servizio non venisse violato.
“I controlli non sono solo atti dovuti dalla legge ma servono anche a rimuovere atteggiamenti che si fondono su cattive abitudini che saranno debitamente sanzionate sancite con l’obiettivo di garantire da parte dei dipendenti un comportamento assoluto rispetto dei doveri del loro Ufficio”.

Lo scorso gennaio il presidente della commissione Sanità del Consiglio d'Europa, il tedesco Wolfang Wodarg, denunciava che "l'influenza A è stata una falsa pandemia orchestrata dalle cause farmaceutiche pronte a fare soldi con la vendita dei vaccini". Wodard ha anche accusato le case farmaceutiche di aver influenzato la decisione dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) di dichiarare la pandemia.
Secondo il presidente della commissione europea sulla Sanità, quindi, si è trattato di uno dei più grossi scandali sanitari del secolo che ha spinto anche i Governi di tutto il mondo a spendere miliardi di euro per acquistare i vaccini che, oltretutto non erano sufficientemente testati e hanno esposto milioni di persone al rischio di effetti collaterali sconosciuti.
Qualche mese dopo la clamorosa denuncia di Wodarg, in piena polemica sulle scorte di vaccini anti-pandemia rimasti inutilizzati dall'Italia e da altri Paesi, la multinazionale farmaceutica Novartis, produttrice del vaccino contro l'influenza suina (LEGGI), annunciava i propri risultati record del 2009: 44,3 miliardi di dollari con un aumento del 7%. Ad aiutare il fatturato, ha spiegato la stessa azienda, è stata anche la vendita di oltre 100 milioni di vaccini contro la nuova influenza A. Un 'effetto pandemia' particolarmente evidente nel quarto trimestre, archiviato con un balzo del 54% dell'utile netto a 2,3 miliardi di dollari.

Insomma, osservando tali numeri viene facile fare 1+1 e appoggiare la denuncia di Wolfang Wodard. Denuncia che in un primo momento non è stata per niente digerita dall'Oms. "Le misure di politica sanitarie e le risposte alla pandemia raccomandate in questi mesi dall'Organizzazione mondiale della sanità non sono state indirizzate impropriamente dall'industria farmaceutica". Queste le parole di Keiji Fukuda, consigliere speciale del Direttore generale dell'Oms per la pandemia influenzale, in uno dei suoi discorsi in una delle sessione del Consiglio d'Europa sulla gestione della pandemia tenutasi nei mesi scorsi. Fukuda sottolineava l'esistenza di misure volte proprio ad assicurare la trasparenza e ad evitare conflitti di interessi con l'industria. L'Oms, insomma, si diceva fiduciosa "dell'integrità e della validità scientifica" delle decisioni prese durante la pandemia. "Quello in corso è un evento scientificamente ben documentato, in cui l'emergenza e la diffusione di un nuovo virus influenzale ha causato un'insolita serie di problemi in tutto il mondo [...] Dire che la pandemia è falsa vuol dire ignorare la storia recente, la scienza, e banalizzare la morte di oltre 14 mila persone nel mondo".
Questo diceva ancora Fukuda. Diceva, appunto. Ad aprile, infatti, lo stesso Keiji Fukuda davanti ai 29 esperti indipendenti riuniti da ieri a Ginevra per valutare l'operato dell'organizzazione, diceva che effettivamente qualche errore nella gestione della pandemia di influenza A c'è stato. Fukuda ha ammesso che lo stesso sistema di sei fasi utilizzato per dichiarare una pandemia, sulla base della diffusione geografica di un virus piuttosto che sulla sua severità, ha creato una certa confusione sulla pericolosità della malattia. Insomma, c'è stata qualche incertezza nella comunicazione e questo può essere stato scambiato per mancanza di trasparenza. Altra questione importante la questione del vaccino: i Governi hanno accumulato scorte, che non hanno più saputo come utilizzare. "Scoprire che una sola dose era sufficiente a immunizzare contro il virus - ha spiegato Fukuda - è stata una grossa sorpresa perché la maggior parte dei piani anti-pandemia dei Paesi erano stati costruiti sulla necessità di due dosi di vaccino". Questo ha comportato un accumulo di dosi, poi inutilizzate, in gran parte dell'Occidente, mentre i Paesi più poveri hanno avuto un accesso limitato ai vaccini (LEGGI). Vogliamo qui aggiungere che la Novartis, che lo scorso giugno aveva annunciato d'aver messo a punto un primo lotto di vaccino contro l'influenza A, aveva esplicitamente indicato che non avrebbe offerto il proprio vaccino a nessun paese povero.
LA GRANDE TRUFFA DELLA SUINA
di Paul Benkimoun 7 giugno 2010)

Le critiche al modo in cui l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha risposto alla pandemia di influenza H1N1 sono cresciute di una tacca, venerdì scorso, con la pubblicazione di un’inchiesta condotta congiuntamente dal British Medical Journal (BMJ) e dall’Agenzia di Giornalismo Investigativo di Londra (BIJ), e con il rapporto adottato quello stesso giorno dalla Commissione sanità dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa.
La prima rivela che alcuni degli esperti che avevano partecipato alla redazione delle linee guida dell’Oms per le pandemie erano sul libro paga di due industrie farmaceutiche - Roche e GlaxoSmithKline - che producono medicinali o vaccini contro i virus influenzali. Il secondo sottolinea una «mancanza di trasparenza» nella gestione della crisi del virus H1N1 da parte dell’Oms e delle istituzioni sanitarie pubbliche, le accusa di aver «dilapidato una parte della fiducia che gli europei hanno in questi organismi» e ritiene che «questo declino di fiducia in futuro potrebbe rappresentare un rischio».

Un anno dopo l’annuncio, l’11 maggio 2009, dell’inizio della pandemia influenzale, molti governi occidentali si ritrovano con scorte inutilizzate di farmaci antivirali e vaccini contro il nuovo virus A (H1N1), ordinati a un carissimo prezzo, mentre la banca JP Morgan valuta il giro d’affari tra 5,8 e 8,3 miliardi di euro. Emerge che, a partire dal 1999, data delle prime linee guida dell’Oms per le pandemie, alcuni esperti con un ruolo chiave nella loro elaborazione hanno legami di interesse con gli industriali. Le raccomandazioni vengono scritte da quattro esperti in collaborazione con il «Gruppo di lavoro europeo sull'influenza» (Eswi). «Ciò che questo documento non rivelava è che l’Eswi è interamente finanziato da Roche e dagli altri produttori di vaccini e che due degli esperti, René Snacken e Daniel Lavanchy, l’anno prima avevano partecipato a eventi finanziati da Roche», scrivono i giornalisti britannici Deborah Cohen e Philip Carter. L’articolo cita diversi altri esperti coinvolti in documenti strategici dell’Oms, che sono stati retribuiti dagli industriali e hanno pubblicato degli articoli sull’utilità dei farmaci retrovirali (Tamiflu della Roche o Relenza di GlaxoSmith Kline), utilità oggi contestata all’interno della comunità medica.
«Nessun dettaglio è stato fornito dall’Oms in risposta alle nostre domande», scrivono Cohen e Carter. I due giornalisti deplorano anche il segreto tenuto dall’Oms sulla composizione del comitato d’urgenza, messo in piedi dalla direttrice generale, che l’ha consigliata sul momento in cui dichiarare la pandemia: «Una decisione che ha scatenato i costosi contratti per i vaccini in tutto il mondo», commenta nel suo editoriale la direttrice di Bmj, Fiona Godlee.

Interpellato da «Le Monde», il portavoce dell’Oms, Gregory Hartl, precisa che «ogni volta che l’Oms riunisce degli esperti, fa compilare una dichiarazione di interessi, che è sottoposta alla valutazione del presidente del comitato di esperti, ma non le pubblica perché contengono informazioni di ordine privato».
Per quanto riguarda il comitato di urgenza, Hartl precisa che la sua composizione sarà resa pubblica quando avrà terminato la sua missione, una misura mirata «a evitare che i suoi membri subiscano pressioni, tenuto conto delle conseguenze enormi delle decisioni prese». Anche il rapporto redatto da Paul Flynn, parlamentare britannico socialista, e adottato il 4 giugno dalla Commissione Sanità dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, accusa l’Oms di dar prova di una «grave mancanza di trasparenza» nei suoi processi decisionali, cui si aggiunge «la prova schiacciante che la gravità della pandemia è stata largamente sovrastimata dall’Oms».
Il documento sottolinea che «è soprattutto il passaggio rapido verso il livello 6 della pandemia, in un momento in cui l’influenza dava sintomi relativamente modesti, combinato con il cambiamento di definizione dei livelli di pandemia poco prima dell’annuncio della pandemia H1N1, che ha sollevato preoccupazioni e sospetti nella comunità scientifica».
Il rapporto sarà sottoposto all’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa e dei suoi 47 stati membri il prossimo 24 giugno.
Dopo i controlli antiassenteismo di un mese fa effettuati da polizia e guardia di finanza a palazzo San Domenico, sede del comune di Modica (nella foto), l’ente ha proseguito i controlli interni, che, a quanto pare, hanno dato i suoi esiti. Una grave inosservanza sull’orario di servizio è stata difatti riscontrata a carico di un dipendente comunale degli uffici anagrafici. In pratica il dipendente non si trovava in ufficio durante l’orario di lavoro.
L’ennesimo caso di assenteismo è emerso al termine di un’attività di controllo svolta dall’ufficio personale dell’ente di palazzo San Domenico, su disposizioni del segretario generale Ignazio Baglieri, di concerto con il comando dei Vigili urbani. L’inosservanza da parte del dipendente ha comportato l’immediata attivazione delle sanzioni previste dalla legge e dal regolamento. «Non è escluso – commenta il segretario generale Baglieri – che ulteriori responsabilità vengano acclarate nei confronti di chi aveva il dovere di vigilare affinché il rispetto dell’orario di servizio venisse scrupolosamente osservato.
«I controlli – conclude Baglieri – non sono solo atti dovuti dalla legge, ma servono anche a rimuovere atteggiamenti che si fondano su cattive abitudini che saranno debitamente sanzionate per educare i dipendenti ad un atteggiamento di rispetto verso l’ente per il quale lavorano». Intanto le posizioni dei circa 60 dipendenti scoperti nell’ambito del blitz antiassenteismo delle forze dell’ordine sono ancora al vaglio della procura.
| Il paziente deceduto è Pietro Puglisi | |
Ragusa - Ci sono quattro avvisi di garanzia per il reato ipotizzato di omicidio colposo per la morte di Pietro Puglisi, l’imprenditore agricolo cinquantenne morto lo scorso 27 maggio al Pronto Soccorso dell’ospedale Civile dopo un malore improvviso che lo ha colpito nel cuore della notte. Si tratta di un passaggio dovuto per eseguire l’autopsia, atto irripetibile, che deve essere svolta alla presenza dei possibili indagati. I familiari dell’uomo, pur senza volere cercare a tutti i costi un colpevole, hanno presentato un esposto in Procura con l’intento di chiarire le cause del decesso del loro congiunto. Il sostituto procuratore Marco Rota dapprima ha acquisito la cartella clinica in ospedale, quindi, ha affidato l’autopsia al medico legale siracusano Francesco Coco che l’ha eseguita martedì pomeriggio all’interno dell’obitorio di Ibla dove la salma era rimasta in una cella frigorifera in attesa della sepoltura, anche se i funerali si erano già svolti regolarmente il 28 maggio presso la chiesa di San Giuliano. Il medico legale è venuto in città accompagnato dal cardiologo catanese Vinci. Il perito del Pm ha effettuato prelievi ed esami ematici ed ha chiesto sessanta giorni di tempo per depositare le conclusioni. Come prassi il direttore sanitario aziendale, Pasquale Granata, ha disposto un’indagine interna dell’Asp, come avviene dopo ogni decesso. |
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| 740 mila euro | |
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Modica - Il Tar dà ragione ai privati e il prefetto Francesca Cannizzo deve nominare i commissari ad acta per costringere il Comune di Modica a onorare i debiti contratti negli anni scorsi. Ecco l'elenco dei decreti ingiuntivi passati all'esecuzione: |
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I terreni di proprietà dell’On. Mauro e della sua famiglia, sono infestati dalla "Muscara gussonei" , una varietà dei cosiddetti “cipudduzzi”.Male? No bene, anzi benissimo!
Sembra una boutade, ma è la motivazione scientifica che ha giustificato l’acquisto da parte della Provincia Regionale di Ragusa di terreni nella R.N.O. dei Pini d’Aleppo di Vittoria di proprietà di Mauro e di altri cittadini. A denunziarlo è il consigliere provinciale Giuseppe Mustile che spiega. "A parte l’ormai noto strabismo dell’amministrazione provinciale che non manca mai ( sono stati spesi 1.471.000 per la riserva dell’Irminio che è di circa 30 ettari e “solo” 588.000 euro per quella dei Pini d’Aleppo di Vittoria che è circa 3200 ettari), i fatti cominciano- dice Mustile- da un finanziamento della Regione Siciliana di 2 milioni di euro per l’acquisto di terreni in zona A delle riserve gestite dalla Provincia.
Mi è sembrato quantomeno inopportuno che tra i proprietari dei terreni da acquistare a Vittoria ci fosse l’on. Mauro, personaggio pubblico molto noto in provincia ed amico personale dell’Assessore Mallia, e soprattutto ridicola la motivazione scientifica che accompagna e motiva l’acquisto: ovvero la presenza di una specie bulbosa, appunto la muscara gussonei, che è una delle 88 specie protette dalla direttiva Habitat della Unione Europea".
Mustile si chiede ancora "Perché proprio questa specie e non un’altra delle 87 rimanenti? Perché proprio quei terreni in Cda Buffitella e Importuna e non altri delle centinaia di ettari con presenze di specie della direttiva Habitat da proteggere? Perché alcune particelle sono fuori dalla zona A e sono state comprate lo stesso? La Muscara Gussonei, che è una varietà di lampascione il volgare “cipudduzzo”, cresce solo nei terreni dell’On. Mauro che ne ha l’esclusiva? Perché non è stato fatto un bando una selezione pubblica, perché non si faceva sapere a tutti i proprietari di questa intenzione, visto che si spendono soldini della collettività?
Tanti interrogativi che ci invitano soltanto a fare un avviso pubblico ai tanti proprietari che intendono vendere i propri terreni alla Provincia ente gestore: controllate bene e se vedete la Muscara gussonei, avvisate subito l’Assessore Mallia, perché li vuole comprare tutti ( ha un debole per le bulbose).
L’automobilista si becca la multa e la vigilessa una denuncia per ingiurie.
Finisce così una banale conversazione scaturita da un divieto di sosta non osservato. In via S. Cuore un automobilista ha infatti parcheggiato la macchina per pochi minuti in zona vietata e puntualmente l’ausiliaria del traffico ha elevato la multa.
L’uomo ha riferito in commissariato che le sue rimostranze sono state pesantemente apostrofate dalla ausiliaria del traffico che ha risposto per le rime ed è andata anche oltre facendo pesare il suo ruolo e la sua autorità nel caso specifico.
L’automobilista pagherà la multa ma vuole portare l’ausiliaria davanti al giudice per avere conto e ragione di un comportamento che ha definito non professionale.
Un chilometro e cento metri di pane. Sarà il pane più lungo del mondo ed alle 18.30 di domenica sarà un notaio a certificare la lunghezza raggiunta per entrare così nel Guinness dei primati.
L’idea di realizzare questo primato è stata dei panificatori della città, dell’Avis, delle associazioni di volontariato, delle amministrazioni provinciale e comunale, della Coldiretti e della Camera di Commercio che hanno dato subito sostegno alla iniziativa.
La manifestazione sarà aperta domenica alle 18 dal sindaco e vedrà impegnati 18 panificatori della città che ognuno con 70 metri di pane contribuirà al pane più lungo del mondo. Questo sarà disteso lungo il corso Umberto, da piazza Municipio al palazzo degli studi su entrambi i lati del marciapiede. Il pane sarà condito con olio dop Monte Iblei ed alla avvenuta certificazione da parte del notaio sarà distribuito a turisti e visitatori insieme ad un cannolo e ad una bibita.
Attorno al pane più lungo del mondo, che avrà come testimonial gli attori Andrea Tidona e Carlo Cartier, si terrà anche una rappresentazione scenica delle usanze contadine in relazione alla produzione del pane; saranno anche presentati canti e storie appartenenti alla tradizione. Uno spettacolo in piazza Matteotti con il mago George concluderà la serata. La scelta del pane non è stata casuale ma determinata da una tradizione comune a tante famiglie che hanno da sempre prodotto il pane in casa con ingredienti naturali e nel forno a pietra.
«E’ una manifestazione singolare – dice il presidente dell’Avis Peppe Avola- Puntiamo alla conoscenza, su larga scala, di un prodotto tipico d’eccellenza come il pane modicano intriso di storia e tradizione.


Un pensionato vittoriese, Giovanni Denaro, 69 anni, dà fuoco alle stoppie della campagna di contrada Difesa e muore avvolto dalle fiamme di ritorno provocate dal vento. E’ successo dopo mezzogiorno in territorio di Comiso, lungo la strada che conduce verso Chiaramonte.
Sul posto, oltre al medico legale per i rilievi cadaverici, anche Polizia, Carabinieri e Vigili del fuoco, che indagano sul cause della tragedia. E’ probabile che lo sfortunato pensionato, che si è recato in campagna per pulire il terreno dalle erbacce secche, sia rimasto vittima di una folata di vento di ritorno che lo ha preso in pieno senza darli il tempo di mettersi in salvo.
Sfratto rinviato grazie all’intermediazione del commissario Alfonso Capraro. Per il bene di una bambina malata e per evitare di fare esplodere socialmente un altro episodio legato alle case popolari di contrada Fanello. Il presidente Giovanni Cultrera (nella foto) ha concesso la proroga di 10 giorni alla famiglia che aveva occupato abusivamente il sito. Al di là di ogni cosa, rimane il dramma della casa che purtroppo coinvolge molte famiglie di tutti i comuni della provincia.
«E’ un caso eccezionale e particolare di una famiglia che, purtroppo –motiva Giovanni Cultrera- oltre a trovarsi in disagiate condizioni economiche, ha difficoltà a provvedere alla salute di una figlia, ancora in tenera età e che necessita di cure mediche. La patologia della bambina mi ha sconvolto e turbato, ma la legge deve essere uguale per tutti Avevo attenzionato il caso e la particolare situazione al comune di Vittoria perché provvedesse in tempo, ma soltanto ieri pomeriggio - ha continuato Cultrera - il comune ha fatto pervenire un fax all’Istituto, chiedendo un rinvio di giorni dieci. Mi auguro che non debbano capitare più situazioni analoghe, sia che si tratti di abusivi sia che si tratti di morosi, ora che da parte degli amministratori della città ipparina sono state date, oltre ad assicurazioni d’intervento, rassicurazioni circa la pubblicazione, a giorni, della graduatoria. Se ciò non dovesse accadere, lo Iacp destinerà un congruo numero di alloggi ad altri comuni della provincia anziché Vittoria».
Prima dello sfratto s’è creata un po’ di tensione davanti alla casa da sloggiare. Erano preenti la consulente del sindaco Rosanna Meli (ex assessore ai Servizi sociali) e il dirigente del Commissariato Alfonso Capraro, la cui presenza, spiega lo stesso Iacp, è stata determinante per concedere la proroga e risolvere il problema senza alcun pericolo di ordine pubblico. Capraro è intervenuto personalmente nei confronti del presidente Iacp Cultrera. La consulente Meli ha preso l’impegno di trovare una sistemazione dignitosa alla famiglia che dovrà lasciare la casa rendendo possibile la proroga di 10 giorni.
Incidente mortale sulla provinciale Acate - Vittoria. Nella tarda serata di sabato un uomo di nazionalità romena è morto dopo essere stato investito da una Fiat Punto.
Il cittadino romeno, di cui non sono state rese ancora note le generalità, procedeva verso Acate in bicicletta quando per cause ancora da accertare è stato travolto dalla macchina. Fatale l’impatto visto che l’uomo è morto praticamente sul colpo per i probabile spappolamento della milza e traumi sparsi in varie parti del corpo. Illeso o quasi , A.Z., vittoriese, il giovane alla guida della Punto.
Secondo una prima ricostruzione dei carabinieri e dei vigili urbani di Acate, è probabile che la Punto abbia tamponato il ciclista che procedeva al buio lungo la strada. La macchina infatti ha riportato un danno sulla fiancata sinistra del cofano, il che farebbe pensare ad un tamponamento.

